Reddito di merito ? Niente. Incentivi a chi va ad abitare nelle aree interne? Ancora zero. Fine del commissariamento ? Chissà. Sono passati più di novanta giorni dalla rielezione del presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, ma degli impegni presi in campagna elettorale ancora non vi è traccia. D'altronde sarebbe difficile il contrario visto che le commissioni, sede deputata a discutere le proposte di legge, sono state appena insediate. Ad essere cattivi, finora, l'unica cosa di cui il centrodestra si è occupato è stato il miracolo della moltiplicazione delle poltrone, in nome del quale si è anche forzata la legge sulla riforma dello statuto che prevedeva il referendum su ogni cambiamento.

Eppure tutti ricordano il video del due ottobre scorso. Un istrionico Roberto Occhiuto batteva come un dannato l'evidenziatore giallo su un povero blocco degli appunti. Nel video si diceva che quella era l'agenda delle prossime settimane. Ora sono passati novanta giorni e abbiamo provato a fare un check.

Al primo punto c'era proprio il reddito di merito, nato in campagna elettorale come contraltare del reddito di dignità proposto dal concorrente Tridico. L'idea era quella di assegnare 500 euro al mese ai diplomatici calabresi che iscritti agli atenei della regione a patto, però, che avevano mantenuto una media del 27. L'idea serviva a contrastare la fuga dei cervelli, ma ancora non c'è una concreta proposta di legge.

Nel video al secondo punto dell'agenda “della prossima settimana” diceva Occhiuto, c'era l'uscita dal commissariamento della sanità. Ci sarà nelle prossime settimane, promessa Occhiuto, anche perché la stessa premier Giorgia Meloni, a Lamezia Terme, aveva detto che dopo quindici anni la Calabria lo meritava. «In questo modo - assicurava Occhiuto - procederemo ad un piano straordinario di assunzioni e daremo il via alla grande riforma della sanità che ho in mente». Indovinate invece di cosa si discuterà nel prossimo consiglio regionale? Una legge per permettere ai medici in pensione di continuare ad operare negli ospedali. Idea nata sulla scorta della protesta dei cittadini di Polistena per il rischio chiusura di diversi reparti del nosocomio, proprio per carenza di personale. Dopo novanta giorni dall'annuncio, quindi, la nostra sanità deve accontentarsi di medici in pensione e medici cubani (in realtà erano stati promessi medici anche statunitensi, ma gli Usa in queste settimane hanno ben altro di cui occuparsi evidentemente).

A proposito di sanità Occhiuto ha anche annunciato l'accelerazione dei lavori sui nuovi ospedali «Appena hanno capito che sarei diventato di nuovo presidente…» per assecondare la retorica delle dimissioni dovute al blocco delle attività da parte dei dirigenti. Altro punto legato all'assistenza sanitaria è il delicato tema delle case e degli ospedali di comunità. Secondo Occhiuto i ritardi erano da imputare al fatto che molte regioni si erano affidate come stazione appaltante a Invitalia. Questo ha creato un certo ingolfamento delle pratiche. Il presidente nel videomessaggio diceva di avere capito per fortuna in tempo e di aver approntato le giuste contromisure. La scadenza di giugno prossimo si avvicina e non ci sembrano essere stati fatti passi in avanti.

Altro punto promesso in quel reel sono gli aeroporti. In particolare quello di Reggio Calabria che sarebbe stato inaugurato il 12 dicembre. La data, poi, è stata spostata a gennaio, ma a giudicare dallo stato dei lavori è difficile che vengano completati entro 16 giorni. Si dovrà rimandare ancora.

Ancora il gran mistero delle Terme. La Regione ha acquisito la proprietà di diversi stabilimenti come quello delle Terme Luigiane. L'idea era quella di mettere tutte le terme calabresi in rete per sviluppare il turismo termale. Anche qui però non si è mosso molto. Così, sul fronte del turismo, i bandi rivolti ad hotel, Bed&breakfast, case vacanze. Il primo bando era andato sold out e dal decimo piano sono stati promessi ulteriori stanziamenti. Per ora non ci sono stati.

Infine la questione della rimodulazione delle risorse della comunità europea da dedicare all'idrico, all'edilizia sociale e ai borghi. Per quest'ultimi l'idea, mutuata dal Trentino, era di concedere incentivi fino a centomila euro per chi decidesse di stabilizzarsi nelle aree interne calabresi. Il processo però è ancora lungo, mentre l'emergenza vera quella dell'idrico non sembra poter aspettare ulteriormente.

Chiudiamo con l'ultimo suggerimento contenuto nel video: un piano forte per Gioia Tauro, l'ennesimo che sembra un ritorno al passato. Occhiuto parlava di un miliardo di investimento che si poteva trasferire da Taranto in Calabria per la produzione di acciaio verde. Nel reel si parla di interlocuzioni con il ministro Adolfo Urso e con il Governo. “Sarebbe una cosa strepitosa - ha detto Occhiuto - perché sarebbe capace di rilanciare Gioia come attrattore di grandi investimenti”.

Infine Occhiuto annunciava una grossissima sorpresa in ambito sportivo. Parlava di un grosso evento sportivo di caratura mondiale che si sarebbe tenuto in Calabria. Sul punto non si è sbilanciato molto, però. Si è limitato a dire che avrebbe svelato la sorpresa a fine anno. Un po' di pazienza. In fondo in Calabria siamo i più veloci d'Italia, Occhiuto dixit.