La struttura collocata nell’area del Duomo accende ancora lo scontro e all’indice finisce l’amministrazione Romeo. Il coordinamento del partito azzurro parla di mancanza di rispetto per storia e identità urbana, mentre i consiglieri la definiscono l’emblema di scelte improvvisate e chiedono un intervento immediato del primo cittadino
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La pensilina installata in piazza San Leoluca, davanti al Duomo di Vibo Valentia, continua ad alimentare lo scontro politico a Palazzo Luigi Razza. Dopo la presa di posizione del coordinamento vibonese della Lega, sulla stessa vicenda intervengono ora anche il coordinamento cittadino di Forza Italia e il gruppo consiliare Cuore Vibonese, entrambi all’opposizione della giunta guidata dal sindaco Enzo Romeo.
La critica di Forza Italia
Per gli azzurri vibonesi si tratta di «un esempio lampante dell’incapacità dell’Amministrazione di gestire la città». Nella nota diffusa dal coordinamento cittadino, il partito parla di «profonda indignazione» per l’installazione della struttura «in una delle piazze più importanti della città, San Leoluca» e giudica «inaccettabile che l’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco, non abbia tenuto conto dell’interesse storico archeologico ed artistico del sito in esame».
Forza Italia lega poi la contestazione a un giudizio più generale sull’operato dell’esecutivo cittadino: «Mentre il Sindaco si preoccupa del suo viaggio a Bruxelles, i problemi della città rimangono irrisolti ed altri se ne aggiungono. Oltre ai soliti proclami nulla di efficace, neanche una pensilina». Da qui la richiesta finale rivolta all’amministrazione: «rispetto per la città e per la sua storia» e la necessità di «dimostrare che sia capace di gestirla con competenza e trasparenza».
L’affondo di Cuore Vibonese
Ancora più dura la presa di posizione del gruppo consiliare Cuore Vibonese, che trasforma la pensilina nel simbolo di una critica politica complessiva alla maggioranza. Per i consiglieri di opposizione, «quella pensilina piazzata davanti al Duomo non è un errore qualsiasi. È il simbolo plastico di un’amministrazione che ha perso completamente il senso della misura».
Nel documento firmato da Giuseppe Cutrullà, Danilo Tucci, Giuseppe Russo e Giuseppe Calabria, la vicenda viene sottratta al piano del semplice gusto estetico: «Non è una questione di gusti, né di polemiche da social: è la dimostrazione concreta di come si governa oggi la città. Senza visione, senza criterio, mettendo insieme interventi alla rinfusa, come se lo spazio pubblico fosse un foglio su cui appuntare soluzioni improvvisate». E ancora: «Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un pugno nell’occhio nel punto più rappresentativo».
Il nodo dei luoghi e delle scelte
Nella lettura di Cuore Vibonese, il punto centrale riguarda l’incapacità di comprendere il valore del contesto urbano e monumentale: «La verità è più semplice e più grave: qui non c’è stata neanche la capacità di capire dove si stava intervenendo. Perché non serve aprire tavoli o fare convegni per evitare uno scivolone del genere — basta il buon senso. E quando manca perfino quello, il problema è politico».
Da qui l’accusa all’amministrazione Romeo di «navigare a vista, senza una linea, senza una gerarchia di priorità, senza la capacità di riconoscere il peso e il significato dei luoghi su cui interviene». Secondo il gruppo consiliare, «si agisce come se tutto fosse equivalente, come se ogni spazio potesse essere trattato allo stesso modo. Ma non è così, e il risultato è esattamente quello che vediamo oggi».
La richiesta: rimozione immediata
L’opposizione insiste anche sul tema della responsabilità politica e della mancata correzione dell’errore. «Il punto, ormai, non è nemmeno più la pensilina in sé. È l’ostinazione nel non riconoscere l’evidenza. È quel riflesso automatico per cui ogni scelta, anche la più sbagliata, deve essere difesa per principio. Come se fare marcia indietro fosse una debolezza e non, al contrario, un atto di responsabilità».
E proprio sulla necessità di un passo indietro si chiude l’intervento di Cuore Vibonese: «Per questo la richiesta è una sola, chiara e non rinviabile: il sindaco disponga immediatamente la rimozione della pensilina. Senza alibi, senza giustificazioni, senza perdere altro tempo».
Un caso ormai tutto politico
Dopo la Lega, anche Forza Italia e Cuore Vibonese convergono dunque sulla stessa linea: la pensilina di piazza San Leoluca viene indicata non come una semplice scelta contestata, ma come il segno di un metodo amministrativo ritenuto inadeguato. Una vicenda di arredo urbano che, nel giro di poche ore, si è trasformata in un nuovo terreno di scontro politico attorno alla gestione della città.

