Il primo cittadino Gennaro Crispo contesta la riorganizzazione della rete e in particolare sulla postazione che serve anche Spadola e Brognaturo. Denuncia incoerenze nell’atto e annuncia iniziative legali e amministrative chiedendo un intervento diretto alla Regione Calabria
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La delibera con cui la Commissione straordinaria dell’Asp di Vibo Valentia ha riorganizzato il servizio di guardia medica sul territorio accende lo scontro nei centri delle Serre. A intervenire è il sindaco di Simbario, Gennaro Crispo, che in una nota attacca duramente il provvedimento relativo alla guardia medica e parla di un atto «grave, inaccettabile e politicamente irresponsabile», capace di colpire «duramente le comunità di Simbario, Spadola e Brognaturo, mettendo a rischio un servizio essenziale come la guardia medica».
Secondo il primo cittadino, il nodo non riguarda soltanto il merito della decisione, ma anche il metodo seguito dall’Azienda sanitaria provinciale. Crispo denuncia infatti «decisioni assunte senza confronto, senza trasparenza e in totale spregio delle istituzioni locali», parlando di «un atteggiamento arrogante che mortifica il ruolo dei sindaci e ignora deliberatamente le reali esigenze dei cittadini di intere comunità».
Il richiamo alla Conferenza dei sindaci
Nel comunicato il sindaco di Simbario insiste soprattutto su quella che definisce una contraddizione tra la delibera adottata ieri, 8 aprile, e quanto sarebbe stato assicurato nei mesi scorsi. In particolare, richiama la Conferenza dei sindaci del 22 gennaio 2026, citata nello stesso atto, sostenendo che in quella sede «era stata formalmente garantita la non chiusura della postazione di guardia medica». Per questo, aggiunge, «oggi, con questo provvedimento, si consuma un vero e proprio tradimento istituzionale nei confronti dei territori coinvolti».
Il riferimento è alle ricadute che la riorganizzazione potrebbe avere su comunità montane che già fanno i conti con servizi ridotti e collegamenti più difficili rispetto ad altre aree del Vibonese. Da qui l’accusa di considerare Simbario, Spadola e Brognaturo come territori marginali, in un contesto che, secondo Crispo, non consentirebbe ulteriori arretramenti sul piano dell’assistenza sanitaria territoriale.
Le contestazioni sul contenuto della delibera
Nel merito dell’atto amministrativo, il sindaco evidenzia poi un ulteriore elemento di contestazione. Nella nota si sostiene infatti che la delibera sarebbe «palesemente contraddittoria anche nel suo contenuto interno». Crispo afferma che «in un primo passaggio si afferma chiaramente che “non si ritiene di dover procedere ad alcuna riduzione o soppressione” dei servizi; salvo poi, nella parte dispositiva, stabilire esattamente il contrario».
Una presunta incoerenza che, secondo il sindaco, «solleva seri interrogativi sulla legittimità e sulla trasparenza dell’atto amministrativo» e che trasformerebbe la scelta dell’Asp in un provvedimento «incoerente, opaco e potenzialmente viziato», destinato a produrre «effetti gravissimi su territori già fragili dal punto di vista sanitario».
L’annuncio di iniziative istituzionali e legali
La presa di posizione del sindaco di Simbario si chiude con l’annuncio di una mobilitazione sul piano istituzionale e amministrativo. «Di fronte a tutto questo, non resteremo in silenzio», scrive Crispo, spiegando che sarà attivato «immediatamente ogni strumento istituzionale e legale a nostra disposizione: dalla richiesta formale di annullamento della delibera, fino al ricorso nelle sedi amministrative competenti, senza escludere la segnalazione agli organi di controllo per le evidenti criticità del provvedimento».
Nella nota viene inoltre chiesto «l’intervento della Regione Calabria affinché venga fatta piena luce su una decisione che presenta profili di estrema gravità sotto il piano politico e amministrativo». Il passaggio finale ribadisce la volontà di opporsi a qualsiasi ridimensionamento del servizio: «Non permetteremo che venga smantellato un presidio fondamentale come la guardia medica, né che vengano calpestati i diritti dei cittadini di Simbario, Spadola e Brognaturo. Se necessario, porteremo questa battaglia in ogni sede, istituzionale, amministrativa e pubblica. Senza alcun passo indietro».

