lunedì,Dicembre 6 2021

Rinascita Scott, il memoriale inedito di Mantella ed i delitti impuniti

La Dda di Catanzaro deposita alcuni manoscritti del collaboratore che svela omicidi dimenticati, lupare bianche, danneggiamenti, gambizzazioni, partite di calcio truccate e racconta di un bimbo ucciso da un pedofilo

Rinascita Scott, il memoriale inedito di Mantella ed i delitti impuniti

Riprenderà giovedì l’esame del collaboratore di giustizia, Andrea Mantella, nel maxiprocesso Rinascita Scott in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Udienza che sarà ancora dedicata ai riconoscimenti fotografici degli imputati e non solo. Intanto, però, la pubblica accusa ha depositato alcuni manoscritti redatti all’inizio della collaborazione da Andrea Mantella che svelano diversi particolari inediti su fatti di sangue rimasti impuniti, personaggi di Vibo Valentia e strategie criminali portate avanti su tutto il territorio provinciale. Si tratta in totale di 82 pagine di appunti dove Andrea Mantella ha segnato i vari argomenti da trattare, alcuni sviluppati nel corso delle udienze di Rinascita Scott dedicate alla sua escussione, altri probabilmente approfonditi in verbali al momento coperti da segreto investigativo. [Continua in basso]

L’omicidio sulla scalinata di Vibo

E’ il 13 febbraio 2004 quando a Vibo Valentia, sulla scalinata che da corso Umberto I conduce a via Milite Ignoto, alle ore 17.30 viene raggiunto da cinque colpi di pistola il  67enne Pietro Valente, originario di San Costantino Calabro, appena uscito dal Tribunale. Non si sono rivelate di aiuto, in questo caso, le telecamere del Palazzo di giustizia e sulla morte dell’ex bidello per anni si è brancolato nel buio. L’ex pensionato tornava saltuariamente a San Costantino Calabro, paese che aveva lasciato anni prima, dopo l’assassinio del figlio Giovanni, ucciso sulla provinciale San Costantino-Francica ed il cui delitto rimane, tuttora, ugualmente impunito. La novità sull’omicidio di Pietro Valente arriva ora dai manoscritti di Andrea Mantella che di suo pugno ha scritto: “Omicidio avvenuto a Vibo Valentia nei pressi della scalinata che da piazza del Rosario si va in Tribunale. E’ stato commesso da Domenico Di Leo e Franco Cortese detto Nocciolina di San Gregorio dopo che la vittima andava a testimoniare in Tribunale. Fatti appresi dall’intera famiglia Bonavota-Cugliari. Ai tempi Di Leo era componente attivo del clan Bonavota-Cugliari percui il clan era a conoscenza”. Domenico Di Leo, detto “Micu Catalanu” è stato a sua volta ucciso il 12 luglio 2004 a Sant’Onofrio da un commando di cui avrebbe fatto parte lo stesso Andrea Mantella ed il suo omicidio è contestato nell’operazione antimafia “Conquista” contro il clan Bonavota che avrebbe punito Di Leo a seguito di alcuni contrasti sorti per lo sfruttamento dell’area industriale di Maierato ormai “liberata” dal controllo di Raffaele Cracolici (ucciso nel maggio 2004). Andrea Mantella, quindi, ha messo nero su bianco nei suoi manoscritti di essere a conoscenza dei particolari dell’omicidio avvenuto “nei pressi della scalinata di Vibo”. L’unico fatto di sangue avvenuto in tale zona è l’omicidio di Pietro Valente.  

Francesco Scrugli

Tentato omicidio di Giuseppe Lo Bianco

In questo caso Andrea Mantella parla di altro fatto di sangue ovvero del “tentato omicidio di Giuseppe Lo Bianco, fallito per malfunzionamento dell’arma. Avvenuto nei pressi della zona industriale di Maierato. Mandanti i Piscopisani – annota Mantella – Fiorillo Rosario e Battaglia per conto di Scrugli Francesco. Esecutori due ragazzi di San Gregorio a me sconosciuti ma legatissimi al gruppo di Piscopio. Motivo: Scrugli sosteneva che durante la sua detenzione Lo Bianco corteggiava l’ex compagna”. Anche tale tentato omicidio è rimasto ad oggi impunito. [Continua in basso]

Santino Panzarella

Le sparizioni di Santino Panzarella e Valentino Galati

E’ il 10 luglio del 2002 quando l’allora 29enne Santino Panzarella di Acconia di Curinga rimane vittima della “lupara bianca”. Stessa sorte è toccata il 27 dicembre del 2006 all’allora 21enne Valentino Galati di Filadelfia. Due delitti ad oggi rimasti impuniti, con un processo per la scomparsa di Santino Panzarella concluso con le assoluzioni degli imputati. Scrive Andrea Mantella a pagina 15 dei suoi manoscritti: “Sparizione Panzarella per conto degli Anello Rocco e Tommaso. E Galati Valentino sparito poiché questi due intrattenevano relazione extraconiugale con la moglie di Rocco Anello. Esecutori: fratelli Pino e Vincenzino Fruci con Michienzi che conosce i particolari. Diretta conoscenza tramite Bonavota Cugliari i quali mi hanno detto – scrive Mantella – che erano fedelissimi degli Anello”.

Raffaele Barba (Pino Presa)

Il danneggiamento ai danni del presidente della Proloco di Vibo

Andrea Mantella nei suoi manoscritti parla poi di un danneggiamento alle porte e finestre “vicino al chiesa San Michele di Vibo ad un certo signor Todoro della Proloco di Vibo. Attualmente mi sfugge il nome. Sono stati Carmelo Lo Bianco e Pino Presa. L’arma utilizzata mi è stata data da loro per conto del clan Barba Lo Bianco per attentare alla vita di Roberto Piccolo. Credo che nella successiva perizia balistica è risultata essere utilizzata per questo danneggiamento”. La sparatoria nei pressi del cinema Valentini di Vibo di Andrea Mantella contro Roberto Piccolo risale ai primi anni ’90. [Continua in basso]

Ferimento del macellaio Mantino a Vibo

Più recente è invece il ferimento del macellaio Mantino avvenuto a Vibo Valentia. Scrive Mantella ed in parte di tale fatto ha parlato anche nel corso dell’esame in aula: “Gambizzazione Pino Mantino. E’ stato Salvatore Mantella per aver minacciato Mantino mio padre con il fucile per questioni di pascolo”.  

Bimbo ucciso da un pedofilo e tentato omicidio al mercato

Andrea Mantella nei suoi manoscritti ha appuntato poi l’omicidio ai danni di un bambino, attribuendolo ad un pedofilo vibonese più volte condannato per aver adescato e consumato rapporti sessuali con minorenni. Mantella scrive che il “bambino ucciso per mano del pedofilo” si chiamava “Saverio”.

Mantella attribuisce poi ad un Lo Bianco il “tentato omicidio Castagna all’interno del mercato coperto”.

Luigi Mancuso

L’omicidio a Sambiase di Santo Iannazzo

Secondo Andrea Mantella ad “uccidere Santo Iannazzo, padre di Pietro, presidente della squadra di calcio” sarebbero stati soggetti di San Luca e altre persone “dopo la guerra rimasti fedelissimi ai Torcasio”. In tale eliminazione di Santo Iannazzo, ritenuto elemento di spicco dell’omonimo clan di Sambiase, sarebbe stato “d’accordo anche Luigi Mancuso che intratteneva una particolare amicizia – scrive Mantella – con Francesco Giampà. Non so cosa ci sia di vero riguardo i killer, ma l’interesse era di eliminare Iannazzo dei Giampà-Torcasio per emergere su Lamezia e nel settore dell’edilizia. Su questo è ben noto a me personalmente”.

Compravendita partite di calcio

In tale affare, secondo Andrea Mantella, sarebbero coinvolti diversi personaggi come: Marcello Pesce di Rosarno, già presidente della locale squadra di calcio, Pietro Iannazzo, già direttore sportivo del Sambiase calcio, Francesco Michelino Patania, detto “Cicciobello”, già vicepresidente della Vibonese Calcio, Gregorio Giofrè di San Gregorio d’Ippona, ex presidente della locale squadra di calcio, Antonio Di Dieco, ex boss di Castrovillari poi divenuto collaboratore di giustizia, Paolino Lo Bianco, ritenuto elemento di vertice dell’omonimo clan di Vibo.

L’omicidio con un’overdose di eroina Andrea Mantella appunta poi che “Gregorio Giofrè e Francesco Scrugli hanno ceduto una dose di eroina” ad un soggetto mandandolo “in overdose e cagionandone la morte. Lo ritenevano un confidente e un concorrente nella vendita di eroina“.

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