Depuratore di Briatico e by-pass illegale, il gip convalida il sequestro

Per il giudice la libera disponibilità dell’impianto potrebbe aggravare le conseguenze del reato. Attività dei carabinieri della sezione di Pg-Nucleo Ambiente della Procura di Vibo, dei carabinieri forestali e della Capitaneria di Porto

Per il giudice la libera disponibilità dell’impianto potrebbe aggravare le conseguenze del reato. Attività dei carabinieri della sezione di Pg-Nucleo Ambiente della Procura di Vibo, dei carabinieri forestali e della Capitaneria di Porto

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 Il gip del Tribunale di Vibo Valentia Marina Russo, in accoglimento di una richiesta del pm Benedetta Callea, ha convalidato il sequestro preventivo d’urgenza del depuratore comunale di località San Giorgio di Briatico affidato in gestione alla ditta Ecotec di Lamezia Terme. Per il giudice, la libera disponibilità del bene potrebbe aggravare o protrarre le conseguenze del reato o agevolare la commissione di altri reati. Dagli atti e dalla comunicazione della notizia di reato inoltrata dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura, Aliquota carabinieri-Nucleo Ambiente, e dalla Capitaneria di Porto di Vibo Marina, emerge che nell’impianto di depurazione comunale era stato realizzato un sistema di by-pass non previsto, alloccato nella vasca di arrivo dei reflui fognari, costituito da una tubazione del diametro di 30 centimetri. Gli investigatori, quindi, hanno deciso di installare un sistema di videosorveglianza al fine di monitorare l’impianto e verificarne il corretto utilizzo. Dall’analisi delle videoriprese, carabinieri e guardia costiera hanno appurato il malfunzionamento dell’impianto ed in particolare il mancato trattamento depurativo delle acque. Il 12 giugno scorso, quindi, rilevata l’impossibilità di sottoporre a sequestro il bene – stante l’inopportunità di interrompere la funzionalità dell’intero impianto – è stato richiesto l’intervento di un ausiliario al fine di isolare la sola tubazione irregolare attraverso l’installazione di un pallone otturatore ad aria compressa. Strumentazione successivamente rimossa, previa installazione di ulteriore macchinario atto a consentire la sicurezza ed il sequestro del depuratore. Per il gip, dunque, la libera disponibilità dell’impianto potrebbe concretamente protrarre le conseguenze del reato, la cui attualità integra le ragioni di urgenza che giustificano l’emissione del decreto di sequestro preventivo. I reati ipotizzati dal pm Benedetta Callea sono quelli di: inquinamento ambientale, danneggiamento delle acque pubbliche costiere, violazione della normativa ambientale e paesaggistica. LEGGI ANCHE: Inquinamento ambientale, sequestrato il by pass illegale del depuratore di Briatico (VIDEO)

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