Una ragazza contesa, il cui padre anni fa è stato ucciso in un agguato, alla base dell’azione di fuoco. Prima dell’esplosione dei colpi di pistola ci sarebbe stata una brutale aggressione
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Si è consegnato ai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia, il ragazzo che nella notte scorsa ha aperto il fuoco contro un coetaneo a Sant’Onofrio gambizzandolo. Si chiama Kevin Galati, 21 anni, di San Calogero, imbianchino in Svizzera e da qualche giorno rientrato in paese. Alla base della sparatoria ci sarebbe una ragazza contesa, quest’ultima figlia di un uomo ucciso anni addietro in un agguato mafioso a Pizzo. Kevin Galati si è presentato dai carabinieri per costituirsi accompagnato dall’avvocato Giovanni Vecchio. La posizione del giovane è in queste ore al vaglio degli inquirenti.
Da quanto trapela, Kevin Galati avrebbe raccontato agli investigatori dell’Arma di essersi recato a Sant’Onofrio per trovare la propria ragazza, venendo però pesantemente minacciato da F.F., quest’ultimo precedente fidanzato della ragazza contesa. Galati sarebbe stato quindi circondato da F.F. e da altre persone, brutalmente pestato e poi minacciato a non ripresentarsi mai più a Sant’Onofrio. Da qui la reazione del giovane che avrebbe esploso quattro colpi di pistola alla gambe all’indirizzo di F.F. che ha dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. L’arma – che Galati aveva portato con sé quando si è recato a Sant’Onofrio – è stata fatta ritrovare dal giovane ai carabinieri. Si attendono ora le determinazioni dell’autorità giudiziaria e l’emissione di un provvedimento di fermo nei confronti del giovane autoaccusatosi di aver aperto il fuoco.


