Comune di Vibo, ancora bufera sul concorso dei vigili urbani. Nesci: «Sospendere le procedure»

Nei giorni scorsi il gruppo Vibo Unica e l’ex assessore Console avevano sollevato osservazioni circa presunte irregolarità per la selezione dei quattro agenti. Oggi la richiesta del comandante della Polizia municipale per procedere alle verifiche richieste

Nei giorni scorsi il gruppo Vibo Unica e l’ex assessore Console avevano sollevato osservazioni circa presunte irregolarità per la selezione dei quattro agenti. Oggi la richiesta del comandante della Polizia municipale per procedere alle verifiche richieste

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Ancora nella bufera il concorso bandito dal Comune di Vibo per la copertura di quattro posti di agente di Polizia municipale. A sollevare il polverone giorni fa era stato l’ex assessore Nico Console il quale aveva avanzato serie perplessità sulle procedure concorsuali ravvisando gli estremi per l’annullamento del bando. L’aveva seguito a ruota il gruppo Vibo Unica, guidato in Consiglio dal capogruppo Claudia Gioia e dall’ex presidente Stefano Luciano, che aveva fatto esplicito riferimento ad irregolarità nelle procedure di indizione della selezione (mancata pubblicazione dell’avviso sulla Gazzetta Ufficiale nonché dell’avvenuto rispetto del termine minimo di trenta giorni prescritto dalla legge per la presentazione delle domande di partecipazione da parte degli interessati) arrivando a presentare un apposito ordine del giorno che sarà discusso nella seduta del Consiglio comunale prevista nella giornata odierna.

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E porta la data di oggi anche la missiva indirizzata dal Comandante dei Vigili urbani di Vibo Valentia Filippo Nesci al presidente del Consiglio comunale pro tempore Stefania Ursida e al sindaco Elio Costa in cui esprime «la necessità di sospendere con effetto immediato la procedura concorsuale riservandosi la determinazione relativa al suo annullamento all’esito delle verifiche richieste». Circostanza necessaria – si legge ancora – a seguito dei «rilievi mossi da appartenenti al Civico consesso oltre che di un invito/diffida fatto pervenire all’Ufficio protocollo dell’Ente». Questi i motivi  – spiega Filippo Nesci – che hanno indotto a «riunire nuovamente la Commissione d’esame al fine di verificare compitamente il rispetto di ogni singola norma citata nell’invito/diffida, con l’espressa indicazione che laddove si dovessero ravvisare validi i motivi sollevati si procederà ad annullare la stessa».

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