Narcotraffico: inchiesta “Stammer 2-Melina”, in 30 davanti al gup distrettuale

Base logistica un circolo di Mileto dove è giunto il capo dei narcos albanesi. Alleanze fra i clan del Vibonese degli Anello, Fiarè, Pititto e Mancuso

Base logistica un circolo di Mileto dove è giunto il capo dei narcos albanesi. Alleanze fra i clan del Vibonese degli Anello, Fiarè, Pititto e Mancuso

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Compariranno in 30 il 27 settembre prossimo davanti al gup distrettuale di Catanzaro, Francesca Pizii, per l’udienza preliminare dell’operazione antidroga denominata “Stammer 2 – Melina” della Dda. Di questi, dopo la richiesta di giudizio immediato avanzata dalla Dda di Catanzaro, in 13 hanno avanzato richiesta di essere processati con rito abbreviato, mentre per altri 17 imputati per i quali la Dda non aveva chiesto l’immediato, è ora arrivata la richiesta di rinvio a giudizio.  Hanno optato per il rito abbreviato – che comporta in caso di condanna uno sconto di pena pari ad un terzo – i seguenti 13 imputati: il boss dell’omonimo clan di Filadelfia, Rocco Anello, 57 anni (avvocati Sergio Rotundo e Salvatore Staiano); Domenico Mancuso, 43 anni, alias “Mico Ninja”, di Limbadi, figlio del boss Giuseppe Mancuso (avvocato Giuseppe Milicia); Indrit Buja, 37 anni, albanese; Cristian Burzì, 35 anni, residente in provincia di Bergamo (avvocato Guido Contestabile); Francesco Colangelo, residente a Verano Brianza (Mb); Gianluca Pititto, 22 anni, di Mileto (difeso dagli avvocati Giuseppe Monteleone e Gianfranco Giunta); Rosario Riccioli, 45 anni, di Catania (avvocato Roberta Fava); Gianfranco Contestabile, di Brindisi (avvocato Giuseppe De Luca); Gerardo Filippo Gentile, 63 anni, di San Giovanni di Zambrone (avvocato Giuseppe Bagnato); Shefik Muho, 34 anni, albanese; Gregorio Niglia, 35 anni, detto “Lollo”, di Briatico (avvocati Francesco Muzzopappa e Giuseppe Bagnato); Antonio Paladino, di Rosarno; Giovanni Pastorello, 59 anni, di Maierà (Cs), residente a Milano. Le richieste di rinvio a giudizio del pm, Camillo Falvo, interessano invece 17 imputati: Fortunato Baldo, 23 anni (avvocati Gregorio Viscomi e Michelangelo Miceli); Melina Cannatà, 47 anni, di Vibo Valentia (avvocato Giovanni Vecchio); il dentista Francesco Fiarè, 38 anni, di Szn Gregorio d’Ippona (avvocati Sergio Rotundo e Giuseppe Monardo); Ippolito Fortuna, 58 anni, di Vibo Marina (avvocato Giovanni Vecchio); Elvis Hajdini, 25 anni, albanese, latitante; (avvocato Caterina Coppoletta d’ufficio); Fortunato Loschiavo, 47 anni, di Mileto (avvocato Diego Brancia); Francesco Paladino, 27 anni, di Rosarno; Salvatore Paladino, 59 anni, di Rosarno; Massimo Pannaci, 51 anni, di Vibo Valentia (avvocato Giovanni Vecchio); Giuseppe Vittorio Petullà, 60 anni, di Mileto (avvocato Giuseppe Monteleone); Michell Vincenzo Piperno, nato in Germania, 36 anni, di San Costantino Calabro, detenuto a Bologna (avvocato Ivan Colciago); Giuseppe Pititto, 26 anni, di Mileto (avvocati Gianfranco Giunta e Giuseppe Monteleone); Pasquale Pititto, 50 anni, di San Giovanni di Mileto (avvocati Francesco Sabatino e Giovanni Marafioti); Salvatore Pititto, 50 anni, di Mileto (avvocati Nicola Cantafora e Giuseppe Bagnato); Antonio Massimiliano Varone, 43 anni, di Mileto (avvocati Leopoldo Marchese e Michelangelo Miceli); Claudio Tortora, 28 anni, di Mileto (avvocato Francesco Schimio); Oksana Verman, 42 anni, di nazionalità ucraina, residente prima dell’arresto a Vibo Valentia, amante di Salvatore Pititto, collaboratrice di giustizia dal febbraio dello scorso anno.  Secondo l’accusa, la consorteria attiva nel circondario vibonese, storicamente inserita nel traffico internazionale di stupefacenti, al fine di sopperire alle richieste sempre maggiori e diversificate del mercato della droga, e considerato il protrarsi dei tempi di attesa per l’approvvigionamento della cocaina dal Sudamerica, avrebbe intessuto trattative con gli albanesi, per il tramite di sodali brindisini, funzionali all’approvvigionamento di enormi partite di marijuana. Indrit Buja, quale referente del sodalizio albanese, sarebbe giunto in Italia a garanzia dell’operazione ed ospitato dai calabresi sia a Mileto che a Milano, ove si spostava in concomitanza dell’arrivo del carico.  Filippo Gerardo Gentile e Giovanni Pastorello sarebbero stati i finanziatori del narcotraffico, mentre Cristian Burzì, Francesco Colangelo e Domenico Mancuso sarebbero stati gli acquirenti. Mancuso e Burzì sarebbero stati inoltre anche i venditori dello stupefacente approvvigionato pure attraverso canali di rifornimento olandesi nelle conoscenze di Domenico Mancuso. Fra i promotori, gli organizzatori e i finanziatori di un’importazione di 90 chili di marijuana dall’Albania ci sarebbe invece stato il boss Rocco Anello. I vibonesi avrebbero inoltre ospitato a Mileto l’emissario albanese giunto a garanzia dell’importazione; in tale occasione, lo stupefacente commissionato sarebbe stato volutamente dirottato dalla Puglia verso il porto di Ancona, concludendo il suo viaggio a Milano dove il sodalizio vantava la presenza di accoliti utilizzati per la vendita nel circondario milanese. In foto dall’alto in basso: Rocco Anello, Domenico Mancuso, Gianluca Pititto, Francesco Fiarè e Filippo Gerardo Gentile

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