martedì,Luglio 27 2021

Clan Soriano di Filandari, cinque misure cautelari eseguite dai carabinieri

Dopo le scarcerazioni dei giorni scorsi, la Procura generale di Catanzaro chiede ed ottiene dalla Corte d’Appello una nuova ordinanza a seguito delle condanne per narcotraffico

Clan Soriano di Filandari, cinque misure cautelari eseguite dai carabinieri
Francesco Parrotta e Graziella Silipigni

Nella notte i carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, coadiuvati da quelli della Compagnia di Seregno e della Stazione di Filandari, oltre allo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Corte d’Appello di Catanzaro, nei confronti di alcuni esponenti del clan Soriano.
E’ stata la Procura generale a chiedere ed ottenere dalla Corte d’Appello di Catanzaro – sulla scorta delle risultanze info-investigative dei carabinieri – la nuova misura cautelare dopo le recenti scarcerazioni per decorrenza dei termini di fase. La misura è stata chiesta per il capo di imputazione del procedimento Nemea per il quale hanno riportato condanne per il reato di associazione a delinquere finalizzate al narcotraffico (contestazione per la quale rispondevano a piede libero). Tornano così in carcere Francesco Parrotta, 38 anni, di Filandari, ma residente a Ionadi (condannato in primo grado a 13 anni per le operazioni Nemea e Rinascita-Scott), Giuseppe Soriano, 30 anni, e la madre Graziella Silipigni, 50 anni (moglie di Roberto Soriano, scomparso per “lupara bianca”), entrambi di Pizzinni di Filandari. Giuseppe Soriano è stato condannato a 13 anni e 8 mesi, Graziella Silipigni a 12 anni. Vanno invece agli arresti domiciliari a Filandari Luca Ciconte, 29 anni, originario di Sorianello e la moglie Caterina Soriano (figlia di Graziella Silipigni e sorella di Giuseppe Soriano). Luca Ciconte nel processo Nemea è stato condannato a 10 anni e 9 mesi, Caterina Soriano a 11 anni e 11 mesi.
Francesco Parrotta è difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio, Giuseppe Soriano e Graziella Silipigni dagli avvocati Diego Brancia e Daniela Garisto, Luca Ciconte e Caterina Soriano dall’avvocato Giuseppe Di Renzo.

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