Elezioni e “scontri” a Tropea: i carabinieri sequestrano un’accetta

Sarebbe stata usata dal dottore Michelangelo La Torre per danneggiare lo scooter di Giovanni Macrì che dovrà ora sporgere regolare denuncia ai carabinieri

Sarebbe stata usata dal dottore Michelangelo La Torre per danneggiare lo scooter di Giovanni Macrì che dovrà ora sporgere regolare denuncia ai carabinieri

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Si apprendono nuovi particolari sull’episodio (le indagini sono condotte dai carabinieri) avvenuto ieri sera intorno alle ore 20 a Tropea nei pressi di via Piave, all’esterno dello studio legale Macrì-Rombolà. La discussione è nata attorno alla composizione delle liste elettorali. Protagonisti da un lato l’avvocato Giovanni Macrì, dall’altra il dottore Michelangelo La Torre. A farne le spese, lo scooter di Giovanni Macrì, esponente di Forza Italia e candidato a sindaco nelle prossime amministrative del 21 ottobre. Il motorino, parcheggiato nei pressi dello studio legale, sarebbe stato preso a colpi di accetta da Michelangelo La Torre. E proprio per i reati di danneggiamento e minaccia procedono i carabinieri che attendono però la formalizzazione della querela da parte di Giovanni Macrì per poter procedere, atteso che si tratta di reati perseguibili (a differenza delle adetenzione di oggetto atto ad offendere) solo a querela di parte. Probabile che Giovanni Macrì si rechi dai carabinieri in mattinata per sporgere regolare denuncia. Intanto, i militari dell’Arma hanno provveduto a sequestrare l’accetta nell’abitazione del dottore Michelangelo La Torre che avrebbe agito in un momento di ira incontrollata. Alta resta l’attenzione in ogni caso dei carabinieri della Compagnia di Tropea, diretti dal maggiore Dario Solito, sulla campagna elettorale al fine di scongiurare e stroncare per tempo degenerazioni della stessa che finiscono per avvelenare un clima politico già teso di suo e che non promette nulla di buono. Entro sabato dovrà avvenire la presentazione delle liste. Il Comune di Tropea è attualmente retto da una terna di commissari in seguito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell’ente. Giovanni Macrì e Michelangelo La Torre sono da anni fra i protagonisti della vita politica cittadina. 

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