Veleni nella Croce rossa, il j’accuse di Parrucci: «Irregolarità e “purghe” contro i volontari»

Dure contestazioni vengono mosse dall’ex volontario vibonese all’indirizzo del presidente nazionale Francesco Rocca, reo di favorire «dirigenti amici a discapito dei soci non allineati» 

Dure contestazioni vengono mosse dall’ex volontario vibonese all’indirizzo del presidente nazionale Francesco Rocca, reo di favorire «dirigenti amici a discapito dei soci non allineati» 

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È un duro atto d’accusa contro i vertici nazionali della Croce Rossa  Italiana quello rivolto dall’ex volontario vibonese Giuseppe Parrucci, in relazione, in particolare, alla gestione delle diatribe interne che «hanno caratterizzato questi ultimi anni la nobile associazione» in provincia di Vibo Valentia. Parrucci, spiegando di essersi dimesso dopo ben 15 anni di servizio spiega come, a suo avviso, della Croce rossa «si usa e si abusa a piacimento dei vertici che la rappresentano, a vari livelli territoriali. Certo esistono anche quei rappresentati che si distinguono per correttezza e abnegazione ma sono solo poche gocce in mezzo all’oceano». Nel mirino vi è il presidente nazionale Francesco Rocca, reo di aver assunto un «comportamento vergognoso di fronte alle irregolarità commesse dai suoi amici a discapito dei volontari. Mi riferisco – aggiunge – in particolare ai provvedimenti disciplinari che vengono comminati solo nei confronti di volontari e vertici che non rientrano nelle “grazie” del presidente Rocca e per riflesso dei suoi amici». 

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Parrucci riferisce di essere stato egli stesso “vittima”, nel corso dell’ultima tornata elettorale del 2016, di un «provvedimento di sospensione studiato ad hoc dall’attuale presidente regionale Helda Nagero la quale ha cercato in tutto e per tutto di far eleggere presidente del Comitato di Vibo la sua amica Caterina Muggeri. Nonostante il provvedimento non era divenuto definitivo poiché potevo presentare ricorso, mi è stata ugualmente negata la possibilità di candidarmi e di votare. Ebbene dopo aver presentato regolare ricorso al presidente nazionale, smontando pezzo per pezzo il puzzle che astutamente avevano architettato e mettendo di conseguenza tutti con le spalle al muro, quel provvedimento di sospensione cui ero stato “vittima” non è andato a buon fine: il mio ricorso è stato accolto. Ma nonostante ciò le elezioni di Vibo non sono state invalidate seppur le due candidate Silvestro e Muggeri abbiamo ricevuto entrambe 157 consensi e il mio voto poteva essere determinante»

Le accuse rivolte a Rocca non finiscono qui. Il presidente nazionale, argomenta l’ex volontario vibonese, «nonostante la specifica richiesta trasmessa via Pec lo scorso 4 settembre tesa ad avviare il provvedimento di sospensione nei confronti dell’attuale presidente della Cri Calabria Helda Nagero, imputata in un procedimento penale per diffamazione di una crocerossina, non applica le regole dell’associazione di cui è il vertice nazionale». A tal proposito Parrucci cita l’art. 18 comma 1 del Codice Etico della Cri che recita: «“il Volontario può essere sospeso cautelativamente dal servizio ove sia sottoposto a procedimento penale per reati contro la persona, contro il patrimonio o contro l’amministrazione della giustizia, nonché per delitti di criminalità organizzata o contro la pubblica amministrazione”. Considerato che la diffamazione rientra nei reati contro la persona è chiaro quindi ed evidente che la presidente Nagero è nelle “grazie” del presidente Rocca altrimenti si sarebbe attivato con tempestività così come ha fatto con altri presidenti che non erano suoi amici. Le regole di Croce Rossa quindi si applicano ad uso e piacimento, per figli e figliastri e con pesi e misure diverse e su questo non vi sono giustificazioni».

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