Veleni nella Croce rossa, due volontari vibonesi chiedono la sospensione della presidente regionale

La richiesta avanzata nei confronti di Helda Nagero dopo il suo rinvio a giudizio per diffamazione. A promuoverla Silvana Curcio e Giuseppe Parrucci, rispettivamente parte lesa e testimone nel procedimento  

La richiesta avanzata nei confronti di Helda Nagero dopo il suo rinvio a giudizio per diffamazione. A promuoverla Silvana Curcio e Giuseppe Parrucci, rispettivamente parte lesa e testimone nel procedimento  

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Ancora veleni nella Croce rossa italiana dalle parti di Vibo Valentia. In seguito al rinvio a giudizio della presidente regionale Helga Nagero, accusata di diffamazione nei confronti di Silvana Curcio, crocerossina appartenente al Comitato provinciale di Vibo Valentia, è stata avanzata al presidente nazionale Francesco Rocca una richiesta per l’avvio del procedimento di sospensione a carico della stessa Nagero. A promuovere l’istanza proprio Silvana Curcio e un ex volontario vibonese, Giuseppe Parrucci. I due, rispettivamente parte offesa e testimone nel procedimento che vede alla sbarra la presidente regionale Cri, motivano la richiesta avanzata ai vertici nazionali ai sensi dell’art. 18, comma 1, del Codice etico che testualmente recita: “Il socio può essere sospeso cautelativamente dal servizio ove sia sottoposto a procedimenti penale per reati contro la persona, contro il patrimonio, contro l’amministrazione della Giustizia nonché per i delitti di criminalità organizzata e contro la Pubblica amministrazione”. Pertanto, affermano, Curcio e Parrucci, «considerato che la diffamazione, di cui all’art. 595 del Codice penale, rientra nell’elenco dei reati contro la persona» e, «in ottemperanza a quanto stabilito dal Codice etico», chiedono di «voler avviare un procedimento di sospensione cautelare nei riguardi della presidente regionale Cri Calabria Helda Nagero, imputata del reato in questione».  

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