sabato,Settembre 18 2021

Tropea, artisti di strada multati e allontanati: parla il sindaco Macrì

Il primo cittadino fornisce la sua ricostruzione dei fatti: «La loro una ricostruzione parziale e mistificatoria»

Tropea, artisti di strada multati e allontanati: parla il sindaco Macrì
Il sindaco Giovanni Macrì

«Mi vedo costretto ad intervenire in questa querelle perché la rappresentazione offerta dai ragazzi allontanati è parziale ed oltremodo mistificatoria di quelli che sono stati i reali accadimenti. Occorre premettere che nella città di Tropea, ai sensi del locale regolamento di Polizia urbana, l’esibizione degli artisti di strada, cantanti e suonatori sia, in linea di principio, vietata salvo apposita autorizzazione». Lo chiarisce il sindaco di Tropea Giovanni Macrì in riferimento a quanto accaduto poche sere fa a due ragazzi marchigiani, musicisti di strada, che sono stati multati e addirittura allontanati dalla cittadina per aver suonato in strada. [Continua in basso]

«Il nostro regolamento, inoltre, – prosegue il primo cittadino – ha recepito il decreto legislativo 14/2017 (cosiddetto decreto sicurezza dell’allora Ministro Minniti), quindi, a seguito dell’ottimo suggerimento di un alto funzionario della Polizia di Stato, ha operato una classificazione del territorio in base alle caratteristiche delle diverse aree. Una misura necessaria per dotare l’amministrazione di strumenti di intervento adeguati rispetto alle criticità (ambulanti abusivi, venditori di merce contraffatta, massaggiatrici, accattoni di varo genere, molestatori, ciarlatani, pseudo artisti di strada, etc.) che quotidianamente vengono affrontate. Tra questi  strumenti – puntualizza ancora il sindaco – l’ordine di allontanamento che non presuppone la commissione di un reato essendo sufficiente che venga tenuto un comportamento vietato dalla legge, da un’ordinanza sindacale o da una norma regolamentare locale».

Ulteriore e necessario preambolo, per Macrì, sono «le caratteristiche urbanistiche della città che, unite alla sua notorietà internazionale, al suo appeal, al flusso turistico che la interessa, rendono lo svolgimento di una qualsiasi esibizione, soprattutto ai tempi del Covid-19, molto problematica se non accuratamente programmata e disciplinata.  Tanto premesso, passo ai fatti: i due ragazzi, sedicenti artisti di strada, si sono esibiti senza alcuna autorizzazione, senza pagare alcun canone per l’occupazione del suolo pubblico, e verosimilmente senza aver corrisposto i diritti Siae se dovuti, già venerdì, 23 luglio, presso la piazzetta delle “Tre Fontane”, nel cuore del centro storico di Tropea, lungo il Corso, il luogo più affollato in assoluto, dimostrando, così, anche completo disinteresse per le norme sanitarie di tutela della pandemia. Lo spettacolo canoro, ad altissimo volume – precisa il capo dell’amministrazione – oltre a non essere particolarmente apprezzato da chi stava lavorando, ha provocato un assembramento di persone con gravi rischi per la salute pubblica e la conseguente parziale chiusura della più importante strada di passeggio cittadino, Corso Vittorio Emanuele.  I ragazzi, informati di come quel tipo di esibizione fosse vietato dal regolamento comunale, invitati ad andare, comunque sia, in un altro luogo più consono, pur nella consapevolezza del divieto e dell’inopportunità, continuavano a esibirsi nel sito iniziale.  Non contenti – riferisce sempre il sindaco di Tropea – i due giovani, giorno 24 luglio, ritornavano sul posto per cantare e suonare nuovamente. Nasceva, quindi, una scaramuccia col titolare di un’attività commerciale che, evidentemente sbagliando ed esagerando, poneva una cassa amplificata sull’uscio del proprio esercizio per disturbare i due ragazzi che, per tutta risposta, gli aizzavano contro il pubblico lì presente. A questo punto interveniva la Polizia municipale che ripristinava l’ordine e, in applicazione del regolamento di Polizia urbana li identificava, quindi li sanzionava e li allontanava avendo posto in essere, in un’area individuata come sensibile, un’attività non solo vietata dal regolamento comunale ma per di più atta a determinare situazioni di assembramento incompatibili con l’emergenza Covid-19. I suonatori, inoltre – viene osservato – anche a distanza di un giorno, e quindi a ragion veduta, pur avendo violato regole stabilite e norme di buon senso, proseguivano ad alimentare la loro distorta e personalistica versione degli accadimenti attraverso i media».

Da ultimo, il sindaco sottolinea che «preme segnalare come la città di Tropea registri quotidianamente decine di richieste di esibizioni di varia natura, anche da parte di compagnie di valore, che, in considerazione sia dell’emergenza Covid-19 che del carico umano da gestire, si è costretti a declinare. Ebbene, questi, i fatti. Sono contento – chiude Macrì – che, grazie alla pubblicità che ne è derivata, sia chiaro a tutti che a Tropea vige “L’Ora Legale” nell’accezione di cui all’omonimo e celebre film di Ficarra e Picone».

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