Danni del maltempo a Polia, il sindaco Amoroso: «Il paese rinascerà» – Video

Consiglio comunale aperto nel piccolo centro del Vibonese dopo le devastanti piogge dei giorni scorsi. Il primo cittadino ringrazia quanti hanno partecipato ai soccorsi e si appella alle istituzioni: «Aiutateci» 

Consiglio comunale aperto nel piccolo centro del Vibonese dopo le devastanti piogge dei giorni scorsi. Il primo cittadino ringrazia quanti hanno partecipato ai soccorsi e si appella alle istituzioni: «Aiutateci» 

Il consiglio comunale aperto di Polia
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«Nei giorni 4 e 5 ottobre scorsi, a causa della cospicua, spaventosa caduta di acqua, sotto forma di piogge e temporali sul territorio comunale di Polia, si è verificato un fenomeno che nessuno, a memoria d’uomo, ricorda: un capillare stravolgimento del suolo, che, a causa delle violente ed eccezionali avversità atmosferiche ci porta, oggi, a contare ingenti danni da dissesto idrogeologico. Ci preoccupa l’incolumità dei cittadini, motivo per cui non ci stancheremo mai di invitare tutti a non abbandonare i luoghi sicuri, dunque, per molti di noi, le proprie abitazioni, durante i fenomeni piovaschi». È accorato l’intervento del sindaco di Polia, Domenico Amoroso, nel corso del consiglio comunale aperto convocato per la giornata di ieri nel piccolo centro del Vibonese devastato dagli eventi metereologici dei primi giorni di ottobre. All’evento hanno preso parte tra gli altri il comandante del Vigili del fuoco di Vibo, Domenico Monterosso, originario proprio di Polia, e il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori. «La furia devastante dell’acqua mista a fango, alberi e massi – ha aggiunto Amoroso -, ha sfondato i muri di abitazioni private e dei locali comunali, ex Scuola Media, ora laboratorio scientifico, provocando danni e, soprattutto, tanta apprensione e paura. Da subito l’amministrazione comunale, istituendo il Centro operativo comunale (Coc) ha coordinato gli interventi di soccorso e di messa in sicurezza del territorio, operazioni compiute grazie all’ausilio indispensabile dei Vigili del fuoco, della Protezione civile regionale, dell’amministrazione provinciale, dei Carabinieri, Carabinieri forestali, Polizia locale e dipendenti comunali tutti, di Calabria verde, Consorzio di bonifica e Parco delle Serre, oltre ai tanti volontari giunti a soccorrere una popolazione in ginocchio, coordinati, tutti, dalla Prefettura, Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia, a cui va, riconoscente, il nostro plauso». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Amoroso ha fatto il punto della situazione ricordando, ancora, come «stiamo operando, affidando lavori ad imprese del territorio con interventi di somma urgenza, ma i danni, partendo dalla rete idrica e fognante, la viabilità, la necessaria messa in sicurezza di fiumi e torrenti, canali di scolo e cunette, richiedono un’esposizione economica considerevole, che il Comune, con propri mezzi, non riesce assolutamente a compiere. Questo il senso della convocazione dell’odierno civico consesso – ha evidenziato -, per rendere edotta la popolazione sugli interventi in atto, sui tanti in programma e, soprattutto, per confermare l’unità della gente di Polia negli obiettivi che da qui a qualche tempo, dovranno trovare concreta realizzazione. Siamo di fronte ad un bivio – ha aggiunto -, dobbiamo decidere se continuare a vivere nei posti dove, con tanti sacrifici, abbiamo scelto di risiedere o se, le lunghe attese paventate per il ripristino dello stato dei luoghi, ci suggeriscono di percorrere altre strade: io, come immagino ognuno di voi, resto qui! E lo faccio con una nuova responsabilità e consapevolezza: quella di veder rinascere Polia e tutta l’area delle Preserre, zone interne e montane, delocalizzate rispetto ai grandi centri, ma non per questo non bisognevoli della massima attenzione da parte delle Istituzioni. Da qui e questa sera parte il “grido” di una comunità ferita nel profondo, piegata ma non distrutta dalla violenta forza della natura, che, con determinazione e tenacia, decide di riprendersi la propria esistenza e di lottare per la ricostruzione di un territorio meraviglioso dal punto di vista culturale, ambientale, turistico, oggi in difficoltà, ma domani ancora più accogliente e più incantevole di prima».