Francesco Prestia Lamberti, “Le iene” mostrano per la prima volta le immagini del 16enne morto

Ampio servizio dedicato all’omicidio del giovane di Mileto avvenuto il 29 maggio del 2017 per mano del coetaneo Alex Pititto. Evidenziati i tanti interrogativi che ancora aleggiano sulla vicenda

Ampio servizio dedicato all’omicidio del giovane di Mileto avvenuto il 29 maggio del 2017 per mano del coetaneo Alex Pititto. Evidenziati i tanti interrogativi che ancora aleggiano sulla vicenda

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Un passaggio del servizio di Le iene
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Si apre con le immagini shock del corpo senza vita di Francesco Prestia Lamberti riverso in terra, in piena campagna, scattate dai carabinieri a pochi minuti dal rinvenimento del suo cadavere in località Vindacitu, a Calabrò di Mileto, il lungo e dettagliato servizio che Le iene – popolare trasmissione di Italia Uno – ha dedicato nella puntata di ieri sera al caso del sedicenne ucciso da un suo coetaneo il 29 maggio dello scorso anno. L’inviato Gaetano Pecoraro ricostruisce i fatti, raccoglie le testimonianze dei familiari e quelle degli amici della vittima. Tratteggia la figura dell’assassino reo confesso, Alex Pititto. Evidenzia le tante incongruenze del suo racconto, partendo da un assunto: il caso è realmente chiuso con l’individuazione del responsabile e la sua condanna a 14 anni di pena? Può, l’allora 15enne Alex Pititto, aver agito da solo nelle fasi precedenti e successive al delitto? Può aver, da solo, occultato l’arma e messo in atto altre accortezze prima di consegnarsi ai carabinieri? Fondamentale nella ricostruzione televisiva diventa l’intervista al testimone chiave della vicenda, Domenico Evolo, chiamato “Paolo” nel racconto de Le Iene, colui che accompagnò in auto i due amici nella località di aperta campagna dove si consumò l’uccisione di Francesco. Lo stesso che racconta lo scambio di battute con Pititto al suo ritorno in macchina da solo dopo aver ucciso Prestia Lamberti; di come lo abbia minacciato intimandogli di non riferire niente a nessuno; di come in quei drammatici momenti non abbia trovato la lucidità per soccorrere l’amico né allertare nessuno – fino all’indomani mattina – rispetto all’accaduto. Di rilievo anche i racconti degli altri coetanei dei protagonisti della vicenda che descrivono un contesto – quello che ruotava attorno alla figura di Pititto – caratterizzato da violenza, frequenti minacce, atteggiamenti spiccatamente mafiosi. Dall’ossessione del 15enne per una ragazza cui era morbosamente legato e che pensava lo tradisse con chiunque. Così, dopo il racconto delle minacce con la pistola che Pititto portava sempre con sé, o delle percosse con spranghe e bastoni, emergono anche gli avvertimenti ricevuti dal parroco di Mileto don Domenico Di Carlo – protagonista di numerosi appelli rivolti a rompere il muro dell’omertà – dal fratello di Alex Pititto, Gianluca, che ha indirizzato al sacerdote espliciti inviti a tacere. Non manca il nuovo appello a parlare rivolto a chi conosce le parti ancora mancanti del mosaico, di Marzia Luccisano, madre di Francesco Prestia Lamberti, che ancora una volta dagli schermi di una rete nazionale chiede verità e giustizia per suo figlio, vittima di una morte assurda ed inspiegabile, quanto ancora non del tutto cristallina nella sua dinamica. GUARDA QUI IL SERVIZIO ANDATO IN ONDA A LE IENE.

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