Omicidio a Sassoferrato, condannato muratore di Dinami

Il delitto del professore Vitaletti avvenuto il 28 gennaio 2017 a coltellate. Una donna contesa il movente del fatto di sangue 

Il delitto del professore Vitaletti avvenuto il 28 gennaio 2017 a coltellate. Una donna contesa il movente del fatto di sangue 

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Confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona la condanna a 16 anni di reclusione nei confronti di Sebastiano Dimasi, 55 anni, originario di Dinami, ritenuto responsabile anche in secondo grado dell’omicidio del professore 47enne Alessandro Vitaletti, fatto di sangue commesso a Sassoferrato. La Corte, nonostante non abbia riconosciuto l’eccesso di legittima difesa, ha fatto venir meno anche in appello l’aggravante della premeditazione del delitto. Vitaletti è stato accoltellato il 28 gennaio 2017 nei pressi del Bar Sport di Sassoferrato. Il muratore vibonese era stato arrestato dopo una caccia all’uomo durata meno di 24 ore. Era stato trovato dai carabinieri in stato di shock a Perticano, un borgo sull’Appennino, a metà strada fra il comune di Sassoferrato e Scheggia, in provincia di Perugia. Alessandro Vitaletti era un professore di lettere nella scuola media di Serra San Quirico. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata. Dimasi ha sempre sostenuto di essere stato aggredito da Vitaletti e di essersi difeso. Una versione che non ha però convinto i giudici. La lite fra i due – culminata con 24 fendenti – sarebbe nata per una donna contesa, ovvero la ex moglie del muratore originario di Dinami. L’imputato era difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo.  In foto: a sinistra Alessandro Vitaletti, a destra Sebastiano Dimasi

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