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Si trovavano sotto sequestro dal luglio del 2013 nell’ambito dell’operazione della Guardia di finanza denominata “Tunus” sulla bancarotta fraudolenta del gruppo Naso-Mirabello

Cronaca

Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (Giulio De Gregorio presidente, a latere i giudici Adriano Cantilena e Chiara Sapia) ha dissequestrato le quote societarie del patrimonio della “Casa del Sole srl” (con sede legale a Vibo in contrada Bitonto) con la conseguente consegna al curatore dello stesso fallimento rappresentato dall’avvocato Roberto Franco. I beni si trovavano sotto sequestro dal 4 luglio 2013 su provvedimento del gip del Tribunale di Vibo nell’ambito dell’operazione “Tunus” della Guardia di finanza e della Procura di Vibo sulla bancarotta fraudolenta delle società riconducibili alla famiglia Naso-Mirabello. Anche il pm aveva espresso parere favorevole al dissequestro, mentre analoga istanza era stata presentata dall’avvocato Francesco Stilo nell’interesse dell’imprenditore Pietro Naso. I beni che si trovavano sotto sequestro sin dal 2013 sono poi ricaduti nell’attivo fallimentare e per il Tribunale le esigenze cautelari che hanno giustificato, prima della dichiarazione di fallimento, l’adozione del sequestro nei termini di attualità del pericolo sono ormai venute meno. I giudici fanno inoltre notare che i beni dissequestrati “non rientrano comunque nella libera disponibilità degli imputati”, Fortunato Mirabello ed altri, i quali con il fallimento ha subito lo spossessamento di tali beni a favore della Curatela ed inoltre i beni sequestrati non possono considerarsi in sé pericolosi”. Il Tribunale non dimentica infine di ricordare che “lo stesso giudice penale aveva ritenuto di autorizzare una sorta di esercizio provvisorio con la nomina di un amministratore/custode per l’ultimazione e la vendita degli immobili della società, ancora in costruzione al momento del sequestro e lo stesso Tribunale aveva già provveduto ad autorizzare alcune vendite con cancellazione della trascrizione del vincolo di indisponibilità e ciò proprio al fine di tutelare i creditori”. Procedendosi quindi per il reati di bancarotta, per i giudici il “dissequestro dei beni a favore del fallimento oltre a non avere alcuna controindicazione in termini di attuale pericolosità nel senso suddetto, è funzionale anche a realizzare la garanzia patrimoniale nella massa dei creditori”. Da qui il dissequestro del patrimonio della “Casa del Sole” e la conseguente consegna al curatore fallimentare Roberto Franco.                                      Era stata una denuncia di Equitalia nel 2010 a far scattare le indagini della Guardia di finanza di Vibo Valentia che hanno poi portato nel luglio del 2013 all’operazione “Tunus”. In particolare, Equitalia aveva denunciato alla Procura di Vibo di vantare crediti insoddisfatti dalle società della famiglia Naso-Mirabello per un ammontare complessivo di 532.863,69 euro. Nel corso delle indagini, gli investigatori avevano quindi appurato che la società “Costruzioni Santa Venere srl”, gravata da rilevanti debiti di natura tributaria, aveva ceduto la proprietà delle quote ad una società tunisina e trasferito la propria sede in Tunisia. Il tutto dopo aver provveduto a spogliarsi dell’intero patrimonio immobiliare in favore di altre società riconducibili agli indagati, ovvero la “Casa del Sole srl”, con sede a Vibo, la “Blu Mar & Charter srl” con sede a Brescia e la “Immobiliare Vielle srl” di Firenze. Anche tali società erano state sequestrate dal gip che aveva nominato quale custode-amministratore giudiziario il commercialista Antonio Condello di Vibo Valentia. Ciò al fine di salvaguardare i posti di lavoro degli operai e consentire alle aziende di poter ugualmente continuare a lavorare. Gli immobili in totale sequestrati erano stati 62, tra edifici e terreni, beni mobili registrati e disponibilità finanziarie dislocate fra Vibo, Firenze e Brescia, per un valore complessivo di circa 50 milioni di euro.     

 

 

 

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