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L’istituto previdenziale, che aveva revocato l’invalidità del 58enne di Melicuccà di Dinami, ritorna sui suoi passi e ripristina la retta mensile per la gioia dell’intera comunità

Peppino Macrì
Cronaca

Vi ricorderete di Peppino Macrì e della sua storia clamorosa. Sordo, affetto da ritardo mentale e sindrome ansioso-depressiva grave, riconosciuto invalido al 75%, aveva inoltrato domanda aggravamento del suo stato di invalidità ma l’Inps gli aveva addirittura revocato anche la pensione minima percepita. A distanza di due mesi, l’istituto previdenziale fa marcia indietro e, grazie anche al sostegno dell’intera comunità e all’appello partito dal nostro network, a Peppino è stata ripristinata la pensione. Ed ha voluto condividere con la nostra redazione – che aveva denunciato l’ingiustizia ai suo danni - la gioia per la battaglia vinta. Tramite il patronato, Peppino, aveva presentato il ricorso che adesso è stato accolto ripristinando di fatto la situazione antecedente alla vicenda. «Ringrazio i medici che hanno constatato quella che è una palese verità, cioè la triste condizione di Peppino - sostiene Nino Di Bella del patronato - ma oggi mi sento di dire che chi svolge un ruolo così delicato nel settore della previdenza deve stare attento ed essere un pò più ancorato alla realtà. Altro che documentazione carente, Peppino purtroppo ha problemi seri e l’Inps questo lo sapeva. Il nuovo verbale lo certifica una volta di più e gli restituisce una pur minima certezza. Questa vicenda - conclude Di Bella - testimonia comunque la necessità di una postazione Inps più legata al territorio e più consapevole delle decisioni che prende. In questo senso, se in realtà come Serra San Bruno ci fosse stato, come in passato, un vero ufficio e non un semplice punto Inps, questi disagi sarebbero stati evitati. Auspico dunque che le logiche di taglio ragionieristico cedano il passo alla soddisfazione dei bisogni della gente». 

 

 

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