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Si tratta di Bruno Censore (Pd) e di Alfonsino Grillo (Fi). Gli ex consiglieri regionali si trovano già sotto processo in sede penale per il reato di peculato 

Cronaca

Ci sono anche due vibonesi fra gli ex consiglieri regionali destinatari degli atti di citazione per il giudizio contabile dinanzi alla Corte dei Conti che li chiama a rispondere di danno erariale. Si tratta di Bruno Censore (Pd), di Serra San Bruno, già parlamentare, e Alfonsino Grillo, eletto nel 2010 consigliere regionale con la lista “Scopelliti presidente”, già sindaco di Gerocarne, poi coordinatore provinciale di Ncd ed attualmente con Forza Italia. Per quanto riguarda Bruno Censore, l’udienza è stata fissata per il 12 giugno prossimo, mentre Alfonsino Grillo dovrà comparire dinanzi ai magistrati contabili l’11 giugno. Sotto i riflettori, le spese degli allora consiglieri regionali negli anni dal 2010 al 2012, vicenda per la quale, in un separato procedimento penale, Alfonsino Grillo e Bruno Censore si trovano già sotto processo dinanzi al Tribunale di Reggio Calabria essendo stati rinviati a giudizio dal gip nel luglio del 2017 con l’accusa di peculato (secondo la Procura reggina avrebbero indebitamente percepito, appropriandosene, somme di cui avevano la disponibilità in ragione del loro ufficio oppure documentando spese non conferenti al ruolo di consiglieri regionali). Insieme ai due ex consiglieri regionali vibonesi, la Procura della Corte dei Conti di Catanzaro ha citato a giudizio anche: Sandro principe, Agazio Loiero, Antonino De Gaetano, Carlo Guccione, Piero Amato, Antonio Scalzo, Mario Maiolo, Francesco Sulla (tutti del Pd), Giovanni Bilardi e Salvatore Magarò (eletti nel 2010 con la lista “Scopelliti presidente”). Per il procuratore regionale della Corte dei Conti, Rossella Scerbo, diverse sarebbero le violazioni alla normativa vigente da parte dei consiglieri regionali che avrebbero anche violato «elementari regole di diligente gestione che impongono, in primo luogo, che ogni spesa debba trovare puntuale giustificazione in idonea documentazione contabile». E proprio «la mancanza della documentazione giustificativa», costituisce per la Procura contabile «violazione di un obbligo generale nella materia della contabilità pubblica». All’esame dei magistrati vi è, complessivamente, di tutto: rimborsi ritenuti ingiustificati per pranzi e cene, viaggi, acquisto di materiale informatico ed edile, pernottamenti e soggiorni e tanto altro ancora. Per tutte le accuse in sede penale nei confronti di Bruno Censore ed Alfonsino Grillo LEGGI QUI: Rimborsopoli: anche due politici vibonesi a giudizio

 

 

 

 

 

 

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