Rimborsopoli: anche due politici vibonesi a giudizio

Si tratta del deputato Bruno Censore (Pd) e di Alfonsino Grillo (Ncd). Sotto processo quali ex consiglieri regionali. Peculato l’accusa dalla quale dovranno difendersi

Si tratta del deputato Bruno Censore (Pd) e di Alfonsino Grillo (Ncd). Sotto processo quali ex consiglieri regionali. Peculato l’accusa dalla quale dovranno difendersi

Informazione pubblicitaria

Peculato. Questa l’accusa per la quale il gup del Tribunale di Reggio Calabria, Adriana Trapani, ha rinviato a giudizio diversi ex ed attuali consiglieri regionali per le “spese pazze” del Consiglio regionale della Calabria a partire dal 2010. Fra i rinviati a giudizio, anche i Bruno Censore, attuale parlamentare del Pd ed all’epoca consigliere regionale per lo stesso partito, ed Alfonsino Grillo, eletto con la lista “Scopelliti presidente” ed attuale coordinatore provinciale di Ncd a Vibo Valentia, già sindaco di Gerocarne.

Per entrambi l’accusa è quella di peculato  in quanto – secondo i magistrati – avrebbero indebitamente percepito, appropriandosene, somme di cui avevano la disponibilità in ragione del loro ufficio oppure documentando spese non conferenti al ruolo di consiglieri regionali.

Le accuse a Censore. Gli vengono contestate per l’anno 2010 spese “non conferenti” per complessivi 1.350,80 euro, vale a dire: materiale edile per 400 euro acquistato a Serra San Bruno; colla per 76,80 euro nel medesimo negozio; undici pasti per 874 euro di cui una parte all’hotel San Leonardo di Vibo; due coperti per complessivi 45 euro al “Lido San Domenico” di Soverato; tre coperti al ristorante “Da Giovanni” di Reggio per un totale di 100 euro; due coperti al ristorante “La Quartara” di Pizzo per 70 euro; tre coperti da “Crucitti” a Reggio per un totale di 59 euro. Per il 2011: materiale informatico in un negozio di Serra per 45 euro; tre coperti al ristorante “La Cambusa” di Palermo per 78 euro; tre coperti al ristorante “La Rada” di Vibo Marina per 140 euro; tre coperti da “Crucitti” a Reggio per 75 euro. Due, invece, i soggiorni rimborsati: a “Palazzo Pantaleo” a Palermo per 120 euro ed all’hotel “Principe” di Catania per due persone ed una spesa complessiva di 134 euro. Per il 2012 le spese ritenute dal giudice non conferenti riguardano: la consumazione occasionale al bar-pasticceria di Lo Schiavo Francesca a Vibo per un importo di 8,60 euro il 17 aprile 2012; due pasti al ristorante “Gargantua” di Sant’Onofrio per 68 euro; altri 6 pasti nello stesso ristorante per un totale di 250 euro ed una serie di pasti al ristorante “Crucitti” di Reggio; tre pasti alla pizzeria “La Ruota” di Pizzo per 120 euro; un pasto in una trattoria di Messina per 70 euro; due pasti da “Agostino” a Pizzo per 50 euro; due pasti all’Hippocampus di Cosenza per 80 euro; due pasti al “Batò” di Vibo Marina per un totale di 100 euro; due pasti al “La Pinta” di Rende per 18 euro totali; due pasti al ristorante “L’Approdo” di Vibo Marina per una spesa complessiva di 240 euro; un pasto al ristorante “Il Cortile dei Sapori” a Besano Brianza, in provincia di Monza, per una spesa di 90 euro.

Vengono poi contestati rimborsi chilometrici per 1.219,45 euro; materiale per manifesti (colla, rulli, ecc.) per 227 euro in un negozio di Spadola; materiale informatico per 75 euro in un negozio di Serra San Bruno; 146,50 euro per quattro traghettamenti con la Caronte; un soggiorno di due notti, più colazione, all’hotel “Relax” di Siracusa per 246,10 euro; 3.997,84 euro per la stampa di 7 mila copie del volume intitolato “Attività consiliare dell’on. Bruno Censore”; il rimborso per l’acquisto di 171 euro alla Libreria medico-scientifica e giuridica di Marcello Anastasi in Catanzaro”.

Le accuse a Grillo. E’ accusato di non aver prodotto alcuna pezza giustificativa per le spese sostenute. Per il giudice “è assolutamente impossibile che la sommatoria di quanto speso ad esempio per spese di gestione segreteria sia regolarmente una cifra tonda. Singolare poi la doppia spesa per ottobre 2011: prima mille euro e poi ancora 2 mila euro”. In secondo luogo, ad avviso del magistrato, appare “comunque pacificamente non conferente l’elargizione di contributi a favore di terzi, non meglio definiti, non avendo ciò attinenza con alcuna attività istituzionale (e così per un totale di 11 mila euro nel 2010 e 8.850,00 euro nel 2011 )”. Quindi vengono contestate le spese per manifestazioni a carattere culturale per 2.500,00 euro nel gennaio 2011 o le spese per esperti, non meglio indicati, per 3 mila euro e le spese per non meglio precisati convegni nel 2010 della Lista Scopelliti o ancora manifestazioni a carattere culturale o fieristico”.

Per il 2012 l’allora consigliere regionale Alfonsino Grillo avrebbe incassato rimborsi (29.850,00 euro) per una spesa eccedente rispetto a quella effettivamente documentata (26.650,00 euro). Spese in molti casi ritenute dal giudice “non conferenti”. Anche per il 2012 le spese di segreteria di Alfonsino Grillo sarebbero tutte corrispondenti a cifre tonde: 2.300 euro per aprile e maggio, 1.200 euro per giugno, ecc. Per il giudice si tratta di “cifre indicate a caso, senza nessun appiglio alla realtà, come testimonia la non allegazione di una qualsiasi pezza d’appoggio”. Spese non conferenti vengono indicate le somme “per esperti” non meglio precisati: 3.900,00 euro;  illecita viene anche ritenuta l’erogazione di contributi in favore di terzi per 8.700,00 euro. Per il giudice “va da sé che eventuali liberalità che il consigliere regionale avesse voluto effettuare, avrebbe dovuto provvedervi con le proprie risorse finanziarie e non con quelle dei contribuenti calabresi”.