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Il presidente Anastasi e le “trattative” col vescovo Renzo: «L’obiettivo di tutti è arrivare ad un esito felice, lo dobbiamo alla santa donna»

Cronaca

Nei giorni scorsi il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo, nel corso di una conferenza stampa ha, di fatto, dato il via al processo di beatificazione di Natuzza Evolo. L’apertura vera e propria, tuttavia, sarà sancita il prossimo 6 aprile alle 17 da una solenne celebrazione eucaristica che il presule presiederà nella basilica cattedrale di Mileto. Subito dopo si svolgerà la prima sessione del Tribunale ecclesiastico costituito al riguardo. Il nutrito popolo di fedeli che, sparsi per il mondo, si rifà alla mistica di Paravati, però, oltre all’avvio della causa di beatificazione attende con trepidazione un’altra importante novità: che finalmente la Grande chiesa della Villa della Gioia venga consacrata e aperta al culto. Perché questo avvenga è necessario che la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” accetti le riforme dello statuto richieste oltre due anni fa da monsignor Renzo, in sintonia con la Santa Sede. 

Per capirne di più, Il Vibonese ha interpellato il presidente dell’Ente morale Pasquale Anastasi, al centro dell’ormai estenuante trattativa tra le parti. E la guida dell’Ente morale voluto dalla mistica per la realizzazione della Villa della Gioia si è espresso sull’argomento con la consueta schiettezza. «Stiamo predisponendo una riunione del consiglio d’amministrazione - ha spiegato - in modo da capire quali sono le reali disponibilità rispetto al lavoro che avevamo fatto con il vescovo. Per quanto mi riguarda ce la sto mettendo tutta e, quindi, spero di arrivare a qualche conclusione, perché è giusto e sono qui per questo. So che non è semplice, ma sono anche convinto che su queste cose bisogna stare assieme e non dividersi, altrimenti si rischia di non essere fedeli al messaggio che ci ha lasciato Mamma Natuzza». Il presidente della Fondazione ha risposto con la stessa onestà anche riguardo ai termini ultimi per dirimere la questione. «In accordo e con la disponibilità del vescovo - ha specificato - ci siamo presi un altro po’ di tempo rispetto alle sue decisioni precedenti. Se ne riparlerà sicuramente dopo il 6 aprile. In questo momento, infatti, è molto più importante che vada avanti il processo di beatificazione e che monsignor Renzo lavori in assoluta serenità in questa direzione. Tutto il resto, con un po’ di buon senso si aggiusterà. L’essere cristiano e la devozione verso Natuzza mi portano ad essere ottimista e a pensare che con l’aiuto suo e della Madonna riusciremo a farcela. La fede ci illuminerà da ambo le parti e farà sì che le posizioni rigide si attenuino e che su quelle meno distanti si proceda spediti. Ho massimo rispetto per le posizioni estreme, anche sui punti più sentiti. Credo, però, che sia più importante che l’opera intrapresa da Mamma Natuzza vada avanti, altrimenti si rischia di perdere tutto quello che è stato costruito in questi 30 anni. Il mio lavoro è indirizzato proprio in tal senso». Il presidente Anastasi ha inoltre sottolineato che «nessuno ha interessi materiali in questa vicenda». Lo stesso, infine, si è detto consapevole che l’aspetto generale «deve prevalere su quello dei singoli, consci del fatto che apparteniamo tutti alla stessa famiglia di Dio», e che bisogna lavorare «tutti insieme per costruire e non per dividere. Lo si deve per l’amore e per il rispetto che nutriamo verso la Chiesa e questa santa donna, di cui tutti noi siamo devoti».

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