Diocesi di Mileto-fondazione Natuzza: si va verso la ricomposizione dello scontro

La nuova commissione paritetica nel corso della prima riunione ha posto le basi per dare seguito ai cambiamenti richiesti dal vescovo sullo statuto

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Emergono risvolti interessanti nell’ambito della prima riunione della nuova commissione paritetica, chiamata a ricomporre la controversia tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e la fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, originata dalle mancate riforme allo statuto richieste tempo fa dal vescovo Luigi Renzo. Da quanto trapela, infatti, l’incontro di martedì avrebbe avuto un esito sostanzialmente positivo, nel senso che sarebbero state trovate convergenze sui punti caldi e sarebbero state così poste le basi per dare finalmente seguito ai cambiamenti richiesti dal presule miletese “in piena sintonia con la Santa Sede”, come da lui stesso ha più volte affermato. È chiaro che questi appaiono solo come dei primi passi per ciò che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe rappresentare l’avvio di un “nuovo corso” nei rapporti tra la diocesi e la fondazione sorta anni fa su input di Natuzza Evolo. È altrettanto certo, però, che dopo le angosce delle scorse settimane in cui la frattura sembrava ormai insanabile e netta era la percezione che si stesse per precipitare nel baratro (con buona pace dell’eredità spirituale lasciata in vita da Mamma Natuzza), i devoti dell’umile donna calabrese, sparsi per il mondo, possono adesso tirare un sospiro di sollievo e ridare fiato alle speranze di vedere finalmente consacrata la “Grande chiesa” della Villa della Gioia, magari con tanto di partenza del processo di beatificazione, che poi è quello a cui realmente tengono. La commissione paritetica – composta dall’attuale direttore dell’ufficio amministrativo don Antonio Russo, dal vicario episcopale monsignor Vincenzo Varone e dall’avvocato Manuela Di Sensi per quanto riguarda la diocesi, e dal presidente Pasquale Anastasi, dal vicepresidente Vincenzo Trungadi e dall’avvocato Emilio Artiglieri per quanto attiene alla Fondazione – ha convenuto di rivedersi alla fine del mese ottobre. Più precisamente qualche giorno prima di due appuntamenti particolarmente sentiti dai figli di “Mamma Natuzza”: la ricorrenza dell’anniversario della sua morte, avvenuta l’1 novembre, nella festività di Ognissanti del 2009, e l’arrivo a Paravati della statua della Vergine “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” nelle sembianze di giovinetta. La sensazione è che, qualora vengano fatti passi decisivi verso l’attuazione delle riforme dello statuto – in particolare riguardanti l’ampliamento del consiglio d’amministrazione ad undici membri e l’inserimento al suo interno di tre delegati della Curia, l’eliminazione del testamento spirituale della mistica, con l’aggiunta dell’inciso che lo spirito dell’ente morale è costituito dalla volontà da lei manifestata in tale documento e la sottolineatura che la cura e la gestione della chiesa saranno di pertinenza della diocesi – già nell’ambito di quelle manifestazioni religiose monsignor Renzo potrebbe dare qualche “bella notizia” ai devoti dell’umile donna calabrese. Si sta correndo troppo? Forse. Rimane la speranza, che poi è l’ultima a morire.  

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