Fondazione Natuzza, il cardinale Stella: «Serve un accordo pacifico»

La lettera del prefetto della Congregazione per il clero indirizzata ai componenti dell’ente morale sollecitati ad approvare un «valido statuto canonico»

La lettera del prefetto della Congregazione per il clero indirizzata ai componenti dell’ente morale sollecitati ad approvare un «valido statuto canonico»

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Oltre una settimana fa avevamo dato notizia che ambienti vaticani erano intervenuti per chiedere alla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati di mettere l’imprimatur sulle riforme dello statuto richieste da oltre due anni dalla diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. La lettera, a firma del cardinale-prefetto della Congregazione per il clero Beniamino Stella, è stata consegnata dal vescovo monsignor Luigi Renzo direttamente nelle mani del presidente Pasquale Anastasi, il quale a sua volta ha provveduto a farla recapitare a ogni singolo socio fondatore, in vista della prossima riunione assembleare che, con molta probabilità, si terrà verso la metà del mese di aprile. Un appuntamento che, a questo punto, si prospetta decisivo per appianare in modo definitivo, o rendere ancora più marcate le distanze tra le parti

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Dalla missiva indirizzata dall’organismo della Chiesa di Roma ai membri della Fondazione emergono molti spunti interessanti. Il cardinale Stella, ad esempio, dopo aver ricordato il cammino pastorale condiviso finora dalle due realtà coinvolte, mette in rilievo «lo spirito di obbedienza e filiale rispetto nei confronti degli ordinari che si sono succeduti, fino all’attuale vescovo, monsignor Luigi Renzo», dimostrato in vita da Natuzza Evolo, «dalla cui spiritualità trae origine la Fondazione». E, ancora, ribadisce che l’ente voluto dalla mistica per la realizzazione della Villa della Gioia è allo stato attuale «privo di un valido statuto canonico». Lo stesso, tuttavia, esprime vivo apprezzamento per il fatto che «nei mesi scorsi è stata costituita una nuova commissione paritetica, composta da rappresentanti della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e della medesima Fondazione, con la finalità di redigere un nuovo statuto che sia conforme alla legislazione canonica, ed esprima, nello stesso tempo, una comunione e una sensibilità ecclesiale, intorno al ministero del vescovo diocesano». I lavori della commissione, «al di là di qualche dettaglio relativo al funzionamento della Fondazione ancora da definire», hanno prodotto «un testo condivisibile da entrambe le parti». Da qui il vivo consiglio del dicastero vaticano ai membri dell’ente morale di Paravati, «per il bene dei fedeli e della Chiesa», di proseguire concretamente in tale dialogo costruttivo, al fine di giungere «quanto prima a un pacifico accordo, continuando a tessere le opportune relazioni con il vescovo diocesano, al quale ovviamente spetta sempre l’ultimo discernimento nella responsabilità di guida del popolo di Dio che gli è stata affidata». 

La missiva a firma del cardinale Stella si conclude con due sottolineature. Rimarcando, in riferimento all’accordo, che proprio «da qui si potrà proseguire con un’apposita convenzione per l’affidamento della Chiesa alla diocesi circa la cura pastorale e del culto», e sostenendo «che una serena collaborazione tra la diocesi e la fondazione potrà contribuire positivamente anche sul prosieguo della causa di beatificazione della signora Evolo». Il processo di canonizzazione di Mamma Natuzza prenderà ufficialmente il via il prossimo 6 aprile alle 17 nella basilica-cattedrale di Mileto, alla presenza dei familiari e di migliaia di devoti provenienti da tutta Italia. La speranza è che questo appuntamento rappresenti solo il preludio dell’effettiva elevazione agli altari dell’umile donna calabrese, magari agevolata nei tempi dalla positiva conclusione della prolungata vicenda riforme statutarie.

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