Natuzza, la commozione di figlio e vescovo e il desiderio di chiudere il “caso Fondazione”

Antonio Nicolace a monsignor Luigi Renzo: «Questo momento storico lo dobbiamo a lei, che ha sempre rispettato come i suoi predecessori»

Antonio Nicolace a monsignor Luigi Renzo: «Questo momento storico lo dobbiamo a lei, che ha sempre rispettato come i suoi predecessori»

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Uno dei momenti più significativi della storica cerimonia che, ieri, ha sancito l’avvio del processo di beatificazione di Natuzza Evolo, è stato indubbiamente l’intervento conclusivo del figlio Antonio. Un fuori programma che ha colpito i migliaia di fedeli provenienti da tutta Italia e la miriade di utenti sintonizzati in diretta su La C Tv, Il Vibonese e Tele Padre Pio, per il trasporto con cui il “monello” di casa Nicolace ha espresso gratitudine nei confronti del vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea Luigi Renzo, nei mesi scorsi più volte attaccato a livello mediatico per l’ormai endemica questione delle mancate riforme statutarie della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” da lui richieste

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«Eccellenza carissima –  ha affermato il figlio della mistica, una volta alzatosi dal posto che sul lato destro della grande spianata della Villa della Gioia condivideva con i fratelli Salvatore e Franco e con la sorella Angela, e dopo aver raggiunto il leggio situato sul sagrato della Grande chiesa –  questo è un giorno di grande gioia per noi figli e per tutti coloro che amano nostra madre. Voglio oggi ringraziarvi per tutto quello che avete fatto e che ancora state facendo affinché lei, “umile verme di terra”, venga elevata all’onore degli altari. Nostra madre ha sempre avuto profondo rispetto per lei e per tutti coloro che l’hanno preceduta alla guida della diocesi. Nella figura del vescovo, del resto, la mamma intravedeva Gesù e la stessa Chiesa che lei rappresenta. A cui obbedire sempre, costi quel che costi. Ancora oggi – ha aggiunto – in questa vallata risuonano le parole che lei ha pronunciato il giorno dei suoi funerali. In quell’occasione, da questo stesso sagrato, lei affermò con coraggio: “Natuzza è già Santa tra i santi del cielo”. La mamma è morta il primo novembre del 2009. D’allora vi siete prodigato in tutti i modi, in maniera disinteressata e con grande spirito di sacrificio affinché il processo di beatificazione prendesse il via. Questo momento è finalmente arrivato, e lo si deve a lei monsignor Renzo. Grazie di tutto. Vada avanti per la sua strada, la mamma le starà accanto e continuerà a darle sostegno anche dal cielo». 

Parole chiare, queste del figlio “discolo” di Mamma Natuzza, accompagnate dall’applauso scrosciante di tutti i presenti e accolte da un presule miletese visibilmente commosso. Che, al di là di tutto, fanno capire quanto sia forte il desiderio della miriade di figli spirituali dell’umile mistica di Paravati, e degli stessi figli naturali, di vedere finalmente conclusa la stucchevole vicenda delle mancate riforme statutarie della Fondazione richieste da oltre due anni dal presule, con l’avallo della Santa Sede. Una prerogativa propedeutica alla consacrazione e alla conseguente apertura della Grande Chiesa, da tempo ultimata nella Villa della Gioia.

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