Scomparsa di Adolfo Repice, il cordoglio del sindaco di Tropea

Macrì: «Tutta la comunità gli sarà sempre grata, rimarrà nella storia della città». E Iozzo racconta alcuni aneddoti sul suo primo impiego, nel 1970,  di segretario comunale di Filogaso

Macrì: «Tutta la comunità gli sarà sempre grata, rimarrà nella storia della città». E Iozzo racconta alcuni aneddoti sul suo primo impiego, nel 1970,  di segretario comunale di Filogaso

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Adolfo Repice
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La scomparsa di Adolfo Repice, già sindaco di Tropea, continua a suscitare attestati di cordoglio tra quanti l’hanno conosciuto e apprezzato per la sua attività politica. Tra questi, l’attuale sindaco di Tropea Giovanni Macrì, il quale ricorda come Repice avesse «esercitato una grande influenza sulla nostra comunità che gli ha sempre riconosciuto competenza e grande passione e lo ha amato. Attendiamo di accoglierlo per l’ultimo saluto – aggiunge Macrì – memori e grati per l’impegno civile che lo ha contraddistinto. Adolfo rimane nella nostra storia e Tropea lo porterà sempre nel cuore, personalmente sento di aver perso un punto di riferimento e mi stringo alla famiglia nel dolore». 

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Un ricordo anche da chi, come l’ingegnere Nicola Iozzo di Filogaso, appena un anno fa insieme a Repice ha presentato il libro “La grande storia di un piccolo paese”. «Nel 1970 a Filogaso l’amministrazione dell’epoca, appena insediata, nominò un giovane segretario comunale. Era la prima esperienza per Adolfo Repice, che per svolgere al meglio il suo lavoro si trasferì a Filogaso con la sua giovane moglie. Fu un’esperienza straordinaria come egli stesso ha ricordato meno di un anno fa durante la presentazione del libro. Il suo fu un intervento permeato da emozioni e ricordi. La sua voce tradiva a tratti la sua emozione nel ricordare con grande lucidità i nomi e le figure di tutti gli amministratori del tempo, i suoi collaboratori ed episodi di vita vissuta. Volle, accolto come sempre con grande simpatia e familiarità, visitare la casa dove aveva abitato e la casa di mio padre, sindaco dell’epoca, dove aveva trascorso serate, a suo dire, indimenticabili. Aveva per il paese e per tutti i cittadini “filogasoti” un amore sviscerato che aveva conservato anche a distanza di tanti anni forse perché quella sua prima esperienza fu un trampolino di lancio per una fulgida carriera che lo portò a diventare segretario generale del Comune di una grande città come Torino. Le porte del suo ufficio a Torino si spalancavano ogni volta che qualche cittadino di Filogaso si recava a fargli visita. Quel suo attaccamento al paese, d’altronde ricambiato, aveva indotto alcune persone, tra cui il sottoscritto, ad invitare il sindaco a conferirgli la cittadinanza onoraria. Del dottor Repice, del caro Adolfo, ricorderemo non solo la sua brillante carriera professionale e politica (sindaco di Parghelia e di Tropea, amministratore dell’Asl di Vibo Valentia), la sua passione sportiva, ma soprattutto i suoi tratti caratteriali signorili, gentili, semplici, la sua eleganza. In questo momento così triste, esprimendo un sentimento unanime dei cittadini di Filogaso, ci uniamo al dolore dei suoi cari e di tutta la sua famiglia».

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