Affissioni a Vibo, Pubbliemme rimuove gli arredi urbani a proprie spese – Video

La società leader nella comunicazione outdoor chiarisce: «Nessun costo a carico della cittadinanza». Niente più paline, tettoie d’attesa per i viaggiatori, transenne di protezione sui marciapiedi. La città resta così priva di alcuni preziosi servizi

La società leader nella comunicazione outdoor chiarisce: «Nessun costo a carico della cittadinanza». Niente più paline, tettoie d’attesa per i viaggiatori, transenne di protezione sui marciapiedi. La città resta così priva di alcuni preziosi servizi

La rimozione degli impianti da parte della Pubbliemme
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«La società Pubbliemme, nel corso di questi giorni, ha provveduto alla rimozione di tutti gli elementi di arredo urbano presenti nella città di Vibo Valentia, senza alcun aggravio di spese per la Pubblica amministrazione e soprattutto per i cittadini. Intendiamo evidenziare questo perché nel corso di questi giorni, specie su alcuni organi di stampa, è stato fatto passare il messaggio errato secondo cui le spese di rimozione sarebbero a carico della cittadinanza e ciò – come appare evidente – potrebbe provocare il dissenso dei cittadini nei confronti della nostra azienda». È quanto si legge in un comunicato stampa diffuso dalla Pubbliemme, società leader nel settore della comunicazione outdoor, in relazione alla rimozione di alcuni impianti presenti nella città di Vibo Valentia. «La decisione di procedere a questa rimozione – prosegue la nota stampa -, ci induce a riflettere con rammarico sulla circostanza secondo cui la città di Vibo Valentia resta oggi priva di qualsiasi elemento di arredo urbano (paline bus, pensiline d’attesa per i viaggiatori, transenne parapedonali). Si tratta di elementi di pubblica utilità di cui, di fatto, il Comune ha deciso di privare i cittadini. Basti pensare che adesso le persone attenderanno il servizio urbano sotto la pioggia battente o sotto il caldo sole estivo». 

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E ancora «tutti gli elementi di arredo urbano della nostra società ormai rimossi verranno ripuliti e risistemati per essere forniti alle varie amministrazioni comunali che ne fanno continuamente richiesta perché attente sempre al decoro urbano e soprattutto alle esigenze dei cittadini. Intendiamo chiarire che Pubbliemme aveva provveduto all’installazione degli elementi di arredo urbano dopo espressa convenzione sottoscritta con gli organi competenti e una volta giunta alla sua naturale scadenza aveva invano interloquito per ottenere un rinnovo ed evitare che i cittadini rimanessero privi di un servizio. Per ben due volte il Comune di Vibo Valentia, settore 5 Lavori Pubblici, aveva pubblicato una manifestazione di interesse a partecipare all’affidamento della fornitura ed installazione di impianti di arredo urbano con annessa pubblicità ma la procedura per ben due volte è stata revocata. La dirigente Adriana Teti non ha mai inteso chiarire le motivazioni di tale scelta che priva un territorio di servizi di pubblica utilità». 

Pubbliemme «aveva manifestato la volontà di aderire alla manifestazione di interesse pubblicata dal Comune, presentando un’offerta che prevedeva la fornitura di elementi di arredo urbano di elevate caratteristiche tecniche e pregio estetico, inserendo anche la fornitura gratuita di panchine e porta biciclette con il solo unico scopo di abbellire le strade di questa città per un valore economico complessivo di circa 250mila euro. Ciò è avvenuto in una città dove in troppi parlano di legalità e che si lascia senza regole. Una città laddove chi da anni, come la nostra azienda, chiede regole certe, viene ignorata dalla Pubblica amministrazione o da essa reiteratamente colpita». 

In merito poi «ai recenti articoli di stampa e alle insinuazioni di evasione intendiamo chiarire quanto segue. Dietro Pubbliemme, in questi anni, si sono malcelate troppe aziende operanti nel settore pubblicitario. Anche nei loro confronti l’amministrazione comunale (sia i dirigenti di settore e sia il commissario prefettizio che ha attenzionato questa materia e che verso la nostra società ha operato con estrema celerità) dovrà dimostrare di avere adottato atti amministrativi idonei onde evitare disparità di trattamento, certamente non previste dalla pubblica amministrazione. Giusto solo far conoscere ai cittadini il contributo tributario da noi assicurato, basti pensare che solo nell’anno 2018, la Pubbliemme ha provveduto al pagamento della somma di euro 154.606,10  a favore del Comune di Vibo Valentia. E’ giusto altresì portare a conoscenza dei cittadini che il Consiglio di Stato con sentenze n. 554-555-556-557-558-559-640, ha condannato il Comune di Vibo Valentia a rifondere (a pagare) alle tre società, Pubbliemme, Ige e Affitalia le spese di lite per un importo di 21.000,00 euro oltre accessori di legge per un valore complessivo di circa 50.000,00 euro. Importi, questi sì, che saranno addebitati ai cittadini».

Infine, «il nostro Gruppo imprenditoriale e la cittadinanza di Vibo Valentia che da giorni ci espone lamentele per i disservizi creatisi, attendono risposte su come questa pubblica amministrazione intende rilanciare l’arredo urbano e il settore della pubblicità e soprattutto con quali strumenti regolamentare un settore che le azioni dei dirigenti hanno bloccato, privando i cittadini dei relativi servizi, un Comune in predissesto delle relative entrate e le aziende private costrette a ridurre i relativi posti di lavoro del settore. Un sol colpo: meno servizi, meno ricchezza e più disoccupazione».