Autobomba di Limbadi: salta udienza e scatta la “protesta” di Sara Scarpulla

Un difetto di notifica fa slittare al 21 giugno l’esame della richiesta di rinvio a giudizio. Madre vittima “occupa” simbolicamente la Stazione dei carabinieri

Un difetto di notifica fa slittare al 21 giugno l’esame della richiesta di rinvio a giudizio. Madre vittima “occupa” simbolicamente la Stazione dei carabinieri

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Un difetto di notifica a una delle persone imputate, Lucia Di Grillo, 30 anni, ha fatto oggi slittare al 21 giugno prossimo l’udienza preliminare relativa al procedimento penale che mira a far luce sull’autobomba di Limbadi costata la vita a Matteo Vinci il 9 aprile dello scorso anno unitamente al ferimento del padre Francesco. La parte civile, ovvero Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci, appresa la notizia dello slittamento della celebrazione dell’udienza, ha quindi deciso di “occupare” simbolicamente la Stazione dei carabinieri di Limbadi. Gli imputati per i quali la Dda di Catanzaro ha chiesto al gup il processo sono: Rosaria Mancuso, 64 anni, il marito Domenico Di Grillo, 72 anni, Lucia Di Grillo, 30 anni (figlia dei primi due) ed il marito Vito Barbara, 28 anni, Rosina Di Grillo, 38 anni (sorella di Lucia), tutti di Limbadi. Contestato l’omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Matteo Vinci ed il tentato omicidio del padre Francesco Vinci, nell’occasione  rimasto gravemente ferito a seguito dello scoppio di un’autobomba. Contestazioni anche per il tentato omicidio del solo Francesco Vinci (pestato brutalmente nell’ottobre 2017) e la detenzione di diverse armi da fuoco. In particolare, Vito Barbara e Rosaria Mancuso sono accusati di omicidio aggravato dai motivi abietti e futili, oltre che dalle modalità mafiose. Sarebbero stati loro gli ideatori ed i promotori del delitto al fine di costringere Francesco Vinci e la moglie Rosaria Scarpulla a cedere alle loro pretese estorsive. A Lucia Di Grillo (difesa dagli avvocati Vecchio e Costarella) vengono contestati reati solo in relazione alle armi. Attualmente in carcere si trovano Domenico Di Grillo, Rosaria Mancuso e Vito Barbara. 

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Ai domiciliari si trova Lucia Di Grillo, a piede libero Rosina Di Grillo. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Francesco Capria e Antonino Carmelo Naso per Domenico Di Grillo; Francesco Capria per Rosaria Mancuso; Giovanni Vecchio e Fabrizio Costarella per Vito Barbara e Lucia Di Grillo; Antonino Carmelo Naso per Rosina Di Grillo. Paola Ciriaco è invece il gup distrettuale chiamato a pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio.