Soppressione della Fondazione Cuore Immacolato, il vescovo respinge la “supplicatio”

Monsignor Luigi Renzo tira dritto e non accoglie la richiesta avanzata dall’ente morale ispirato da Natuzza di ritirare il decreto del 3 luglio scorso che ne ha determinato la cancellazione

Monsignor Luigi Renzo tira dritto e non accoglie la richiesta avanzata dall’ente morale ispirato da Natuzza di ritirare il decreto del 3 luglio scorso che ne ha determinato la cancellazione

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Sta per essere rispedita al mittente la richiesta di “supplicatio” inoltrata nelle scorse ore dal Consiglio d’amministrazione della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, dopo lo scioglimento dell’Ente decretato dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, nell’ambito della diatriba in atto sul tema delle mancate riforme statutarie da lui invocate. A questo, almeno, porterebbero alcune indiscrezioni trapelate nelle scorse ore. La risposta negativa del presule alla richiesta di “supplicatio” arriverebbe a stretto giro di posta dal ricevimento della stessa, e, qualora le indiscrezioni venissero confermate, sancirebbe l’ennesima prova del fatto che, al di là delle mosse tattiche e delle iniziative volta per volta intraprese, la strada del dialogo è ormai definitivamente tramontata e lo strappo non più ricucibile, tranne clamorosi colpi di scena. Con la “supplicatio” il Cda della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” chiede la revoca del decreto del 3 luglio 2019, con cui monsignor Renzo ha disposto con esecuzione immediata la soppressione della persona giuridica privata all’Ente e la revoca allo stesso dell’assenso diocesano necessario ai fini della richiesta di riconoscimento della personalità giuridica di diritto civile. Nel documento di dieci pagine si passa, poi, ad elencare nel dettaglio le motivazioni alla base della richiesta di “supplicatio”. Una sorta di resoconto delle attività svolte dalla Fondazione, dalla nascita sino ad oggi, e delle fasi che hanno contraddistinto gli oltre tre anni di inutili tentativi per arrivare ad un accordo sul tema delle riforme statutarie richieste dal presule e, in ultimo, per far sì che la diocesi ricevesse in comodato d’uso gratuito per 99 anni la chiesa della Villa della Gioia. “Le chiediamo umilmente – si legge in conclusione nella “supplicatio”, rivolti al vescovo – ai sensi e per gli effetti del canone 1734 del Codice di diritto canonico, di revocare, previa sospensiva, il Suo Decreto del 3 luglio 2019, Protocollo numero 31/19/V, con cui è stata disposta la soppressione canonica della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, con sede in Paravati, di cui all’oggetto, proprio al fine di tutelare la Fondazione e proseguire con Lei un sereno e costruttivo dialogo circa le richieste da Lei avanzate inerenti le modifiche statutarie che non contrastino con gli scopi dell’ente e che non snaturino la Fondazione, evidenziando che lo spirito che anima la Fondazione è di profonda comunione con la Chiesa”.

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