Il fermo dell’autotrasporto calabrese fissato per il 9 ottobre passa adesso dalla delibera dell’assemblea alla mobilitazione vera e propria. E da Vibo Valentia arriva l’appello di Angelo Derenzo, referente provinciale di Fedralog, che invita la categoria a trasformare le difficoltà denunciate ormai da mesi in una risposta collettiva: «Se dobbiamo fermarci, dobbiamo farlo insieme».

Derenzo è intervenuto nel corso della riunione degli autotrasportatori calabresi che ha portato alla proclamazione del fermo generale dei servizi in tutta la regione a partire dal 9 ottobre 2026, decisione assunta all’unanimità dall’assemblea straordinaria delle imprese associate a Fedralog Calabria. La mobilitazione, come già annunciato, dovrà svolgersi nel rispetto dei servizi indispensabili e delle procedure previste, mentre sono allo studio anche presidi sul territorio, compresa l’area della Cittadella regionale di Catanzaro.

Ma nelle parole del referente vibonese emerge soprattutto la volontà di dare alla protesta una dimensione realmente unitaria.

«Se continuiamo soltanto a denunciare i problemi senza trasformare questa difficoltà in un’azione condivisa, rischiamo di non essere ascoltati – ha affermato Derenzo rivolgendosi alla platea –. È arrivato il momento di capire se la categoria è realmente pronta a fermarsi e a far sentire la propria voce».

I costi che schiacciano le imprese

Alla base della protesta c’è una situazione economica che, secondo gli operatori, sta rendendo sempre più difficile la sopravvivenza delle aziende. Carburante, rate dei mezzi, personale, assicurazioni, pedaggi e manutenzioni continuano a pesare sui bilanci, mentre i margini si riducono. Per molte imprese, ha sottolineato Derenzo, la questione non è più difendere il profitto ma riuscire semplicemente a mantenere l’attività in piedi.

Il caro carburante rappresenta soltanto una parte del problema. Fedralog ha posto sul tavolo una piattaforma più ampia che comprende l’introduzione dei costi minimi di esercizio, un meccanismo automatico di adeguamento delle tariffe alle variazioni del prezzo del carburante – il cosiddetto fuel surcharge – e una serie di interventi regionali su bollo, Irap, accesso al credito e liquidità. Tra le richieste avanzate c’è anche un contributo straordinario, indicato dalla Federazione in 40 centesimi per ogni litro di carburante acquistato in Calabria, come misura temporanea in attesa di interventi strutturali.

«Se ci fermiamo, dobbiamo farlo insieme»

È su questo scenario che Derenzo richiama gli autotrasportatori alla compattezza. «Se dobbiamo fermarci, dobbiamo farlo insieme. Solo così il problema dell’autotrasporto calabrese potrà essere compreso fino in fondo e portato con forza all’attenzione delle Istituzioni».

Una presa di posizione che punta quindi a evitare una protesta frammentata e a fare del 9 ottobre una prova della capacità del comparto di presentarsi con una voce comune.

La decisione assunta dall’assemblea viene indicata da Fedralog come extrema ratio di fronte a una crisi che, secondo l’organizzazione, mette a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese. Nei prossimi giorni partiranno le comunicazioni formali alle Prefetture per definire le modalità della mobilitazione e saranno valutati i presidi da organizzare sul territorio.

Per Derenzo, però, il nodo viene prima ancora delle modalità operative: capire quanti operatori siano davvero pronti a sostenere il fermo. Perché, è il senso del suo intervento, una protesta di pochi avrebbe un peso limitato, mentre una mobilitazione compatta dell’autotrasporto calabrese potrebbe invece trasformare il 9 ottobre in un segnale diretto alle istituzioni regionali e nazionali.