giovedì,Settembre 16 2021

Provincia, è occupazione a oltranza. E i dipendenti denunciano anomalie

Per i lavoratori in lotta la lista dei trasferimenti di personale dai Centri per l’impiego alla Regione sarebbe improvvisamente “lievitata” includendo personale di altri uffici tra il quale vi sono persone molto vicine ai vertici dell’amministrazione. Oggi proveranno ad incontrare Oliverio.

Provincia, è occupazione a oltranza. E i dipendenti denunciano anomalie

Terzo giorno di occupazione al terzo piano della Provincia. I lavoratori hanno attaccato sulla porta del presidente Andrea Niglia, non pervenuto, dei fogli con su scritto: “La provincia non molla. Niglia nemmeno!”.

Un messaggio ironico rivolto a lui, invitato più e più volte a dimettersi e a consegnare le chiavi dell’Ente. Intanto una delegazione di dipendenti, nel pomeriggio, con molta probabilità, proverà ad avvicinare il presidente della Regione Mario Oliverio, atteso a Tropea in occasione della conferenza regionale sul turismo.

In mente hanno anche l’evento di sabato a Reggio Calabria, in occasione della riapertura del Museo archeologico nazionale, dove oltre al ministro ai Beni culturali Dario Franceschini è atteso anche il premier Matteo Renzi.

Stanno pianificando delle trasferte, insomma, come quella di martedì quando le Province e la Regione si incontreranno per definire i trasferimenti del personale dei Centri per l’impiego, attraverso la firma di un’apposita convenzione. A tal proposito i dipendenti hanno denunciato delle anomalie.

«Secondo le liste dovrebbero essere 395 le persone interessate dal trasferimento da tutti i centri per l’impiego calabresi alla Regione. In realtà ne risultano 456. Tra le persone in più – asseriscono sempre i dipendenti – ne risultano alcune molto vicine ai vertici dell’amministrazione, che prima risultavano sotto un altro ruolo e ora sono “magicamente” comparse nelle liste dei Centri per l’impiego. Se la convenzione non dovesse essere firmata siamo pronti non solo a inasprire la protesta, ma anche a procedere per vie legali» minacciano.

In altre parole, c’è lo spettro del familismo anche a Palazzo ex Enel. Ma questa, per molti, non è una novità.

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