Compleanno di Natuzza festeggiato con due eventi separati

La Fondazione ha organizzato un concerto all’interno della chiesa della Villa della Gioia a Paravati, mentre i familiari della mistica hanno partecipato ad una messa in Sila

La Fondazione ha organizzato un concerto all’interno della chiesa della Villa della Gioia a Paravati, mentre i familiari della mistica hanno partecipato ad una messa in Sila

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Da una parte la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati che, vista la revoca del decreto di religione e di culto, ha organizzato un concerto all’interno della chiesa della Villa della Gioia ancora in attesa di consacrazione. Dall’altra i figli naturali e i familiari che, per il secondo anno consecutivo, hanno deciso di raccogliersi in preghiera a decine di chilometri di distanza e di partecipare ad una messa in suffragio della mamma a Sant’Elia, nei luoghi della Sila catanzarese dove Natuzza Evolo trascorreva il periodo estivo. E’ accaduto il 23 agosto 2019, giorno in cui la mistica di Paravati avrebbe compiuto 95 anni. Due modi di festeggiare il compleanno di Mamma Natuzza che, alla luce dello scontro in atto tra diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e Fondazione sul tema delle mancate riforme statutarie richieste dal vescovo Luigi Renzo, rappresentano lo specchio delle contraddizioni, lacerazioni e, per certi versi, paradossi, a cui stanno oggi assistendo i tanti fedeli che, sparsi per il mondo, si rifanno al carisma della serva di Dio morta nel giorno di Ognissanti del 2009. Nella Villa della Gioia, il Concert band di Melicucco, diretto dal maestro Maurizio Managò, con il commento di Franca Falduto, la voce soprano Caterina Francese e i musicisti Alessandro Carere (flauto) e Michele Giovinazzo (Clarinetto), ha dato vita all’evento musicale “Ricordando Natuzza”. I presenti nel corso della giornata hanno potuto far visita anche alla tomba della mistica, situata nel vicino Centro per anziani “Monsignor Pasquale Colloca”, struttura all’interno della quale è spirata il primo novembre del 2009. In terra silana, invece, i familiari di Mamma Natuzza e il resto dei partecipanti alla messa, tra cui i rappresentanti di alcuni cenacoli mariani a lei ispirati, si sono raccolti attorno al parroco di “Maria Santissima Assunta” don Pino Fiorenza in forma quasi privata, a tratti intima. Nel corso della sacra funzione, il sacerdote ha ricordato la figura dell’umile donna calabrese, “esempio per tutti i cristiani, che si è spesa sino all’ultimo per il bene della Chiesa e che ha fatto della propria sofferenza un’offerta totale a Dio per la salvezza delle anime”.

Sullo sfondo del 95esimo compleanno della mistica rimangono, tuttavia, le forti tensioni tra diocesi e fondazione, divenute ancora più marcate dopo il recepimento da parte del ministro dell’Interno del decreto di soppressione canonica dell’ente morale e il conseguente invito a monsignor Renzo ad individuare una personalità giuridica a cui devolvere il relativo patrimonio. Ad oggi, infatti, chiarito che la chiesa della Villa della Gioia sarà in futuro di pertinenza della diocesi, nel vuoto è caduta la successiva richiesta indirizzata dal presule al presidente Pasquale Anastasi, di costituirsi in tempi brevi civilmente come nuova Fondazione, con sole finalità e presupposti sociali e assistenziali e senza riferimenti ad attività religiose di qualsiasi natura. Anzi, per tutta risposta dalla Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” è arrivato il ricorso indirizzato alla Congregazione per il clero, avverso la revoca del decreto di religione e di culto attuata dal vescovo. Le distanze appaiono sempre più marcate, così come le rispettive posizioni. Con buona pace dei devoti di Mamma Natuzza che, dal canto loro, attendono solo che la chiesa venga consacrata e il processo di beatificazione vada avanti. A questo punto, salve auspicabili buone nuove nelle prossime settimane, diventa sempre più concreto il rischio che monsignor Renzo indichi un ente diverso a cui devolvere i beni della Fondazione appena soppressa. Con risvolti successivi, come evidente, tutti da vivere e decifrare.​ ​ ​