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Bancarotta fraudolenta a Vibo: le accuse ai Raffaele e alla consigliera comunale Fatelli

Fallimenti pilotati e distrazioni di ingenti risorse finanziarie da parte della famiglia di Soriano. Da "Pianeta Casa" al settore dei giocattoli, la ricostruzione della Guardia di finanza non risparmia i vertici della ex Banca di Credito Cooperativo di Maierato

Bancarotta fraudolenta a Vibo: le accuse ai Raffaele e alla consigliera comunale Fatelli
Il Tribunale di Vibo e nel riquadro Elisa Fatelli
Elisa Fatelli

C’è anche la consigliera comunale e provinciale di Vibo Valentia, Elisa Fatelli, 55 anni (eletta con la maggioranza, poi esponente di “Coraggio Italia” ed ora più vicina alle forze di opposizione) tra le persone destinatarie della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività economiche e imprenditoriali per sei mesi nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal pm della locale Procura, Concettina Iannazzo, ed il procuratore Camillo Falvo. Destinatari insieme a lei della stessa misura interdittiva sono: Antonio Raffaele, 58 anni, di Soriano Calabro (marito di Elisa Fatelli) ed Ettore Raffaele, 51 anni, anche lui di Soriano, fratello di Antonio. L’inchiesta mira a fare luce su una bancarotta fraudolenta patrimoniale “per distrazione” ed ha portato la Guardia di finanza a sequestrare in via preventiva disponibilità finanziarie per cinque milioni di euro. In particolare, il gip del Tribunale di Vibo Barbara Borelli ha disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, in capo ad Antonio Raffaele sino alla concorrenza di 3.607.111,67 euro quale illecito profitto (somma che sarebbe stata distratte dalle casse della società), mentre altra somma pari a 1.204.190,91 euro è stata sequestrata in via preventiva ad Antonio Raffaele, Pietro Gerardo Raffaele, 54 anni, di Soriano Calabro, Ettore Raffaele, Filippo Raffaele, 59 anni, Anna Grillo (deceduta e madre dei Raffaele). Sequestro preventivo anche del capitale sociale e del complesso aziendale (tutti i beni strumentali e rapporti funzionali all’esercizio d’impresa) riconducibili alla società “M.D. srl” con sede a Roma, oltre al sequestro preventivo del capitale sociale e del complesso aziendale riconducibile alla società El Primero sas di Elisa Fatelli & co, con sede nella zona industriale di Maierato. Indagati a piede libero nell’inchiesta anche Domenico Antonio Bilotta, detto Tony, 79 anni di Pizzo, il commercialista Giuseppe Betrò, 73 anni, pure lui di Pizzo ed Ernesto Clerici, 82 anni, di Albavilla, provincia di Como. 

Genesi dell’inchiesta

Maria Limardo

Il procedimento trae origine dalla trasmissione, da parte del Tribunale di Vibo Valentia, della relazione redatta dall’avvocato Maria Limardo (dal 2019 sindaco di Vibo), curatore fallimentare di “Pianeta Casa Srl”, azienda dichiarata fallita nell’ottobre del 2016. Secondo l’indagine, gli indagati sarebbero stati «dediti ad una reiterata attività di distrazione delle risorse societarie, frutto di operazioni fraudolente». Per il giple analisi delle compagini societarie  hanno evidenziato «inequivocabilmente un rapporto di connessione e di collegamento funzionale/giuridico determinato dalla presenza dei fratelli Raffaele e, in alcuni casi, delle consorti, nella qualità di soci o di amministratori, che hanno assicurato nel tempo – ed assicurano tuttora – il controllo diretto e la  chiara identità di gestione fra le diverse società che, correlato alle circostanze di  fatto, concretizzano un rapporto ben oltre i limiti delineati dalla normativa e che invece configurano una vera e propria società di fatto fra persone fisiche e società di capitali».

I fallimenti

Ai Raffaele vengono poi ricondotti i fallimenti di altre aziende come la “Intre Srl”, avvenuto nel 2012, che insieme alla prima «sono state utilizzate per finanziare altri investimenti familiari e, dopo aver accumulato debiti sono state spogliate degli assets produttivi a favore di altre società appartenenti al gruppo Raffaele». I fratelli Raffaele avrebbero pi finanziato, attraverso “Pianeta Casa Srl”, i vari investimenti personali necessari «per la costruzione del parco commerciale “La Rocca” intestato alla società “El Primero Sas” e per gli immobili degli eredi Raffaele siti a Soriano Calabro». Gli investigatori ritengono inoltre che un’altra società fallita, la “M.D. Srl” sia stata costituita con il «preciso fine di sostituire la “Pianeta Casa” nella gestione dei punti vendita in ragione di una non sanabile esposizione debitoria della società poi fallita, per 2,5 milioni di euro di debiti». Oltre ad aver distratto i rami d’azienda e i beni di “Pianeta Casa”, la famiglia Raffaele è accusata di aver utilizzato la stessa per finanziare diverse società appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale: la “El Primero Sas” (operante nel campo della locazione immobiliare) della consigliera Elisa Fatelli, la ditta individuale “Raffaele Antonio” (Commercio al dettaglio di articoli per la casa), la “Merkatutto Srl” (Commercio al dettaglio di elettrodomestici).

Debiti e cessioni

Sarebbero stati i coniugi Fatelli-Raffaele (rispettivamente con 384mila e 102mila euro) quelli con l’esposizione debitoria maggiore nei confronti dell’erario, seguiti dalla società M.D. (1.197.637 euro) e “El Primero Sas di Fatelli Elisa (415mila euro). Dalle indagini emerge che il 27 dicembre 2021 è stato stipulato il contratto tra Maria Limardo (sindaco di Vibo dal 2019)  in qualità di curatore di “Pianeta Casa Srl” in fallimento”, e Domenico Console (attuale capogruppo di Forza Italia al Comune di Vibo) in qualità di procuratore speciale della “M.D. Srl”. Con tale atto, il curatore della fallita, autorizzato dal giudice il 22 dicembre 2021, a seguito di procedura competitiva, ha venduto alla M.D. al prezzo di 70.000 euro, il ramo d’azienda a cui afferiscono tutti i punti vendita già oggetto del contratto di affitto del 3 dicembre 2012. Il 14 aprile 2022 era stato inoltre stipulato il contratto di cessione di ramo d’azienda tra Pietro Gerardo Raffaele per conto di “M.D.” ed Elisa Fatelli in qualità di legale rappresentante di “Olimpia Retail Srls”, mediante il quale la prima società cedeva alla seconda il ramo d’azienda avente ad oggetto l’attività di vendita al dettaglio di giocattoli sito in località Aeroporto a Vibo distinta con l’insegna “Mercatoys”, al prezzo pattuito di 80.000 euro.

I rapporti con la banca

Nel 2013 era stata la Banca d’Italia ad avviare un’ispezione nei confronti della Bcc di Maierato rilevando diverse anomalie sui rapporti intercorsi con “Pianeta Casa”. Nella relazione si parlava di “anomalie nella gestione delle relazioni creditizie con la società “Pianeta Casa” di cui l’ex consigliere Antonio Raffaele è amministratore unico e detiene il 45% del capitale”. In particolare si rilevava la “concessione di fidi temporanei, ripetutamente prorogati, sovente in assenza di analisi istruttorie dell’Ufficio Fidi”. Le indagini della Guardia di Finanza hanno posto in evidenza il ruolo del consigliere pro-tempore della Bcc di Maierato, Antonio Raffaele che, rivestendo al contempo la carica di amministratore unico di “Pianeta Casa Srl” e quella di socio accomandante della “El Primero Sas” della moglie Elisa Fatelli, in conflitto d’interessi, ha “agevolato l’accoglimento delle richieste creditizie avanzate nel tempo dalle due società”. Secondo l’accusa, i vertici della Bcc di Maierato erano “ampiamente a conoscenza delle difficoltà economiche in cui versavano le due società, esposte nei confronti dell’Istituto Bancario per 975mila euro”. Nonostante ciò, le società di Raffaele hanno ottenuto dalla Bcc l’erogazione di somme di denaro e aumenti di fido” ed ecco perchési trovano indagati Tony Bilotta, quale presidente del Cda della Banca, Giuseppe Betrò, quale presidente del Collegio sindacale, ed Ernesto Clerici quale direttore generale dell’istituto di credito., i quali sono accusati di aver contribuito a realizzare un’arbitraria disposizione di risorse finanziarie dell’Istituto bancario”. Antonio Raffaele si era poi dimesso dalla carica di consigliere così come si era autosospeso il presidente Bilotta.

Il gip sui Raffaele

Ad avviso del gip, Barbara Borelli, l’intento fraudolento dei fratelli Raffaele sarebbe stato quello di svuotare  le società ormai in stato di decozione, distraendo i rami aziendali produttivi attraverso la cessione degli stessi a nuove società create ad “hoc”, in assenza, di reale controprestazione e annullandone le capacità operative. Ad avviso del gip, inoltre, con “il medesimo contesto distrattivo i Raffaele hanno anche finanziato la costruzione del parco commerciale “La Rocca” a Maierato (attività estranea all’oggetto sociale della fallita che non ne ha tratto alcun vantaggi economico), nonché i lavori relativi agli immobili siti a Soriano Calabro, di proprietà dei fratelli Raffaele e della di loro madre”. Per il gip, Ettore Raffaele, Antonio Raffaele e la moglie Elisa Fatelli hanno commesso il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione. Tale reato per il giudice “appare integrato non solo sul piano materiale, ma anche su quello soggettivo e psicologico, non potendosi escludere che gli indagati abbiano agito con la coscienza e la volontà di sottrarre beni dall’attivo fallimentare“. Ci si trova, quindi, dinanzi a “una società depauperata di ingenti risorse finanziarie poi utilizzate er la costituzione di nuove società, posto che i fratelli Raffaele avevano di fatto svuotato di tutti i suoi elementi essenziali e al tempo stesso avevano pregiudicato irreversibilmente i diritti dei creditori, appropriandosi dei beni immateriali e delle risorse finanziarie della società fallita- Poichè nulla è stato rinvenuto nè sui conti intestati alla fallita (peraltro estinti), nè in sede di inventario (peraltro non potuto espletare)”, per il gip appare “chiara la sussistenza dell’elemento oggettivo della fattispecie” contestata. Per il gip è inoltre sussistente il “concreto ed attuale pericolo di reiterazione criminosa” e da qui la misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività economiche e imprenditoriali per sei mesi a carico di Elisa Fatelli, del marito Antonio Raffaele e di Ettore

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