mercoledì,Aprile 21 2021

La Prefettura di Catania dispone un accesso ispettivo nelle sedi della Dusty

L’attività coordinata dalla Direzione investigativa antimafia non riguarda il sito di Vibo. L’azienda: «Semplice controllo amministrativo e non di natura giudiziaria»

La Prefettura di Catania dispone un accesso ispettivo nelle sedi della Dusty

Un accesso ispettivo è stato disposto dalla Prefettura di Catania nella sede legale e nelle sedi operative della Dusty, la società siciliana che si occupa della gestione dei rifiuti in numerosi Comuni della Sicilia oltre che in quello di Vibo Valentia. Nello specifico, l’ispezione – coordinata dalla Direzione investigativa antimafia di Catania – è stata disposta, oltre che nella sede legale, anche in quelle operative di Gravina, Misterbianco, Paternò e Sant’Agata Li Battiati, oltre che negli autoparchi di Giarre e Motta Sant’Anastasia. L’accesso è stato definito in una riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia. Le operazioni, che dunque non interessato il sito di Vibo, vengono svolte con la collaborazione della Questura e dei comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Catania. Negli accertamenti viene impegnato anche personale del locale ispettorato territoriale del lavoro e dell’Unità controllo e vigilanza dell’Asp di Catania.

Relativamente a tali controlli, la Dusty, tramite l’amministratore Rossella Pezzino de Geronimo, chiarisce che «si tratta di un normale accesso amministrativo disposto dalla Prefettura di Catania». «Siamo lieti che le istituzioni sottopongano le imprese del settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, ai giusti controlli per reprimere eventuali infiltrazioni mafiose. Non è in atto – aggiunge – nessun accertamento di natura giudiziaria ma solo un normale accesso amministrativo. Ritengo importantissimo il controllo da parte della Dia, in quanto strumento fondamentale di prevenzione e tutela di tutti i settori economici, in particolar modo quello in cui opero che ritengo essere molto delicato. Ringrazio e auguro buon lavoro ai funzionari della Dia – conclude – che analizzeranno i dati che abbiamo subito fornito in tempo reale. Non abbiamo nulla da temere».

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