domenica,Maggio 16 2021

Mileto piange la morte di Linuccio, stroncato da un infarto mentre andava in chiesa

Michele Rizzo, imbianchino, persona umile e benvoluta, è venuto a mancare all’affetto della famiglia e dei tanti concittadini che lo hanno apprezzato

Mileto piange la morte di Linuccio, stroncato da un infarto mentre andava in chiesa

Ha destato commozione e sconcerto, a Mileto, l’improvvisa morte di Michele Rizzo, Linuccio per gli amici. Il settantenne pensionato è stato stroncato da un infarto mentre percorreva a piedi, con la sua andatura inconfondibile, il tratto urbano della Statale 18, alla periferia nord della cittadina normanna. Del resto, erano proprio le gambe il suo mezzo di locomozione preferito. Testimoni affermano di averlo visto mettersi la mano al petto e, subito dopo, cadere rovinosamente a terra battendo la testa sul marciapiedi. Successivamente, il suo corpo esanime è scivolato sul bordo della strada. A nulla sono valsi i soccorsi delle persone accorse. Quando i medici del 118 sono giunti sul posto – nel frattempo isolato dai carabinieri della locale stazione – non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

Con lui se ne va un pezzo di storia miletese, quella scritta dalla gente umile e, a prima vista, anonima. Quella più genuina, fatta sulla strada, di semplici gesti quotidiani e, proprio per questo, la più preziosa. Linuccio lascia la moglie, due figli maschi e una femmina. È morto venerdì alle 19 circa. Due ore dopo, se il suo cuore non avesse cessato di battere, si sarebbe recato come ogni settimana all’immancabile ora di adorazione del Santissimo, all’interno della basilica cattedrale. Davanti al Signore, piace pensarlo, l’imbianchino miletese ieri sera si è recato lo stesso, questa volta per abbracciarlo di persona e mirarlo faccia a faccia. I suoi funerali saranno celebrati domani pomeriggio nella basilica cattedrale. Ai miletesi mancherà la sua figura esile e claudicante che attraversava in lungo e in largo le vie cittadine – spesso in “divisa” da imbianchino – il suo incessante invito ad accettare un caffè a chiunque lo incontrava per strada, il suo volto buono e, soprattutto, il suo sorriso dolce.

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