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Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria dovrà riesaminare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nel febbraio del 2015

Cronaca

La Prima sezione della Cassazione ha annullato con rinvio al Tribunale del Riesame di Reggio Calabria il provvedimento con il quale aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale reggino nel febbraio 2015 nei confronti di Domenico Nesci, 49 anni, indicato come dei vertici del locale di ‘ndrangheta di Fabrizia, nelle Serre vibonesi, ma anche del “locale” tedesco della città di Rielasingen.

Si tratta del secondo annullamento del provvedimento cautelare atteso che il Tribunale del Riesame aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in sede di rinvio del precedente giudizio di annullamento ordinato da una sentenza del 18 maggio 2016 emessa dalla Quinta sezione penale della Corte di Cassazione. Domenico Nesci è difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio ed il processo nei suoi confronti e di altri indagati è in corso dinanzi al Tribunale collegiale di Locri.

Nesci e l’inchiesta  "Rheinbrucke. L’operazione antimafia era scattata il 7 luglio del 2015 in Calabria ed in Germania con i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria che, in collaborazione con gli organismi di polizia tedeschi, avevano dato esecuzione a 12 ordinanze di custodia cautelare personali a carico di altrettanti soggetti indagati per i reati di associazione mafiosa aggravata dalla transnazionalità dei reati poichè commessi in Italia e in Germania da un gruppo criminale organizzato ed impegnato in attività criminali in più di uno Stato.

L’operazione convenzionalmente chiamata “Rheinbrücke” rappresenta la naturale prosecuzione della vasta ed articolata operazione “Helvetia” che ha fatto luce sulla presenza di alcuni esponenti della ‘ndrangheta in Svizzera, fornendo una sostanziale conferma dell’esportazione del modello ‘ndranghetistico in Svizzera e in Germania, ove l’organizzazione criminale è stata “clonata” realizzando strutture analoghe a quelle tradizionalmente tipiche del territorio calabrese e con evidenti stretti legami di dipendenza con l’organismo di vertice in Calabria.

Le indagini sono state avviate nel gennaio 2012 ed hanno consentito di individuare un contesto di ‘ndrangheta con appartenenti alla “Società di Singen” e di accertare l’esistenza di altri“locali” omologhi nelle città di Rielasingen, Ravensburg ed Engen e di approfondire il rapporto che lega tali strutture mafiose all’organismo di ‘ndrangheta denominato “Provincia”, attivo nel Reggino ed in parte del Vibonese. Le strutture mafiose individuate a Fabrizia, in Svizzera ed in Germania farebbero capo alle “famiglie” Nesci e Primerano.