‘Ndrangheta: arrestato il neo consigliere regionale Creazzo, chiesto l’arresto del senatore Siclari

Sono 65 le persone tratte in arresto nell’ambito dell’operazione operazione “Eyphemos” contro il clan Alvaro di Sinopoli
Sono 65 le persone tratte in arresto nell’ambito dell’operazione operazione “Eyphemos” contro il clan Alvaro di Sinopoli
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Domenico Creazzo

È stato tratto in arresto questa mattina dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Domenico Creazzo, campione di preferenze nelle recenti elezioni regionali che hanno visto il trionfo della coalizione di centrodestra guidata dal presidente Jole Santelli. La Dda di Reggio ha inoltre chiesto al Parlamento l’autorizzazione a procedere all’arresto del senatore di Forza Italia Marco Siclari.

Il provvedimento è stato eseguito nell’ambito dell’operazione “Eyphemos” contro il clan Alvaro di Sinopoli.

Non si tratta, peraltro, degli unici personaggi politici finiti in manette. Coinvolti nell’operazione coordinata dal pm Stefano Musolino, dall’aggiunto Gabriele Paci e dal procuratore capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri, anche diversi componenti del Consiglio comunale di Sant’Eufemia d’Aspromonte. E, stando alle prime indiscrezioni, un’autorizzazione a procedere sarebbe stata richiesta anche per un parlamentare eletto nella zona aspromontana.

La vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha portato alla custodia cautelare in carcere per 53 persone e agli arresti domiciliari per ulteriori 12. Misure emesse nei confronti dei capi storici, elementi di vertice e affiliati di una pericolosa locale di ‘ndrangheta operante a Sant’Eufemia d’Aspromonte – funzionalmente dipendente dalla potente cosca Alvaro operante a Sinopoli, San Procopio, Cosoleto, Delianuova e zone limitrofe – ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, diversi reati in materia di armi e di sostanze stupefacenti, estorsioni, favoreggiamento reale, violenza privata, violazioni in materia elettorale, aggravati dal ricorso al metodo mafioso e dalla finalità di aver agevolato la ‘ndrangheta, nonché di scambio elettorale politico mafioso. [Continua]

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Cosimo Alvaro

Tra gli esponenti dei clan arrestati figurano il boss Cosimo Alvaro, detto Pelliccia, cui il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere perché detenuto per altra causa, Domenico Alvaro detto Micu classe 1977, Salvatore Alvaro, detto Turi Pajeco, classe 1965, Francesco Cannizzaro, alias “Cannedda”, classe 1930 (che partecipò allo storico summit di Montalto nel 1969), Cosimo Cannizzaro, alias “spagnoletta” classe 1944, Domenico Laurenda, alias “Rocchellina”, imprenditore ed elemento di primissimo piano della ‘ndrangheta eufemiese.

Le indagini sono state condotte con l’irrinunciabile ricorso alle intercettazioni grazie alle quali è stato possibile individuare le gravi vicende criminali che hanno determinato il graduale potenziamento dell’articolazione di ‘ndrangheta di Sant’Eufemia d’Aspromonte e quindi degli Alvaro. Oggi il clan Alvaro, spiegano gli inquirenti, è una potente cosca della ‘ndrangheta unitaria, operante nella provincia di Reggio Calabria, in altre regioni dell’Italia e all’estero, che trova la sua forza anche nei legami con altre potenti cosche e nei solidi rapporti di alleanza con altre famiglie ‘ndranghetistiche.

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria fa luce sui diversificati interessi illeciti della cosca di Sant’Eufemia d’Aspromonte, svelando un accentuato dinamismo nel sistematico ricorso ad attività estorsive nei confronti di operatori economici e titolari di imprese. Estorsioni per alcune decine di migliaia di euro venivano imposte, con minacce anche ambientali, agli imprenditori durante l’esecuzione di lavori pubblici nel comune di Sant’Eufemia (rifacimento di edifici, risanamento del dissesto idrogeologico, risparmio energetico degli impianti di pubblica illuminazione, completamento di strade) e in centri viciniori (ristrutturazione di un edificio scolastico di San Procopio).

Ad alcuni titolari di imprese impegnate nell’esecuzione dei suddetti lavori veniva imposta, con la forza dell’intimidazione derivante dall’appartenenza alla cosca, l’assunzione di maestranze di ditte ad essa riconducibili. La cosca gestiva anche un lucroso giro di sostanze stupefacenti e infatti diversi affiliati sono stati arrestati con l’accusa, a vario titolo, di cessione, acquisto, coltivazione, tentata importazione, offerta in vendita di sostanze stupefacenti, prevalentemente cocaina e marijuana.

Gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Commissariato di Polizia di Palmi, con il coordinamento del Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, coadiuvati dagli operatori dei Reparti prevenzione crimine e di diverse Squadre Mobili del Centro e Nord Italia, stanno eseguendo anche numerose perquisizioni. Impiegati circa 600 agenti della Polizia di Stato.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala conferenze della Questura di Reggio Calabria, alla presenza del Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri e del Procuratore Aggiunto Calogero Gaetano Paci, del Direttore Centrale Anticrimine Francesco Messina, del Questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone e del Direttore Centrale Operativo Fausto Lamparelli.