mercoledì,Settembre 22 2021

Incidente mortale di Gianluca Scuglia a Vibo, condannato l’imputato

Il drammatico sinistro stradale è costato la vita al 34enne vibonese travolto da una Maserati a pochi metri da casa. Omicidio colposo il reato contestato

Incidente mortale di Gianluca Scuglia a Vibo, condannato l’imputato
Gianluca Scuglia

Due anni e sei mesi di reclusione, più ventimila euro di provvisionale, immediatamente esecutiva, alle parti civili. Il resto dei danni alle parti civili verrà liquidato in separata sede. Il giudice ha inoltre disposto la sospensione della patente per un anno nei confronti dell’imputato condannato ed il pagamento delle spese processuali. Questa la sentenza del Tribunale monocratico di Vibo Valentia – presieduto dal giudice Claudia Caputo – nei confronti di Francesco Satriani, 39 anni, di Mesiano di Filandari, ritenuto colpevole del reato di omicidio colposo. Alla guida della sua Maserati, il 21 dicembre 2014 in via Accademie vibonesi ha impattato contro la Y10 guidata da Gianluca Scuglia che, a causa del violento impatto, è poi finita contro un albero terminando la sua corsa a quaranta metri dal luogo dello scontro. Il conducente della Maserati, Francesco Satriani, qualche giorno dopo l’incidente era stato posto agli arresti domiciliari su ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip del Tribunale di Vibo in accoglimento di una richiesta del pm Santi Cutroneo.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Francesco Satriani si era avvalso della facoltà di non rispondere. L’ordinanza di arresto gli era stata notificata a seguito dei risultati delle analisi del sangue (positività all’alcoltest) effettuate nell’immediatezza dai medici del Pronto soccorso intervenuti sul luogo dell’incidente. La vittima, due giorni prima di morire, aveva firmato un contratto di lavoro in un centro commerciale del Vibonese. Le parti civili per quanto riguarda Mario Scuglia e Francesco Scuglia (rispettivamente padre e fratello della vittima) erano assistite dall’avvocato Giuseppe Grande, mentre Giuseppe Scuglia (fratello di Gianluca) e Vittoria De Caria (la madre di Gianluca) erano assistiti dall’avvocato Gianmarco Cesari. Il pm aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione per l’imputato. Il processo è durato ben cinque anni con il cambio di tre giudici. L’imputato era difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Francesco Sabatino. Il Tribunale ha poi escluso l’aggravante della guida in stato di ebbrezza contestata all’imputato in quanto caduta in prescrizione. Da precisare che nella fase antecedente al giudizio, la compagnia assicurativa ha corrisposto ai genitori di Gianluca Scuglia la somma di 120mila euro, mentre altri 30mila euro sono stati corrisposti ai due fratelli. La scomparsa di Gianluca Scuglia aveva commosso un’intera città.

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