Intimidazioni, Confindustria: «Sottosviluppo e criminalità facce della stessa medaglia» (VIDEO)

Ferma presa di posizione del presidente Rocco Colacchio: «Occorre scrollarsi da dosso apatia e indolenza per cogliere ogni possibilità di sviluppo». Anche la Camera di commercio al fianco degli industriali

Ferma presa di posizione del presidente Rocco Colacchio: «Occorre scrollarsi da dosso apatia e indolenza per cogliere ogni possibilità di sviluppo». Anche la Camera di commercio al fianco degli industriali

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Rocco Colacchio e Anselmo Pungitore nella sede di Confindustria

«Le condizioni di sottosviluppo della nostra provincia rappresentano il nodo cruciale da sciogliere per avviare un’azione incisiva di contrasto alla criminalità. Ciò che sta accadendo in queste ore è solo la conferma di quanto già successo nei mesi scorsi a tante piccole e grandi attività economiche che sono state oggetto delle attenzioni di una criminalità che, figlia della subcultura malavitosa, attecchisce e prolifera nel disagio sociale ed economico che ha toccato livelli mai raggiunti prima d’ora nel nostro contesto». 

A riferirlo in una nota è il presidente di Confindustria Vibo Valentia Rocco Colacchio, il quale, all’indomani dell’intimidazione subita dalla ditta che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione della nuova sede dell’associazioni degli industriali analizza il contesto ambientale in cui maturano sempre più frequentemente tali fatti di cronaca. 

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«Nelle scorse settimane – si aggiunge – avevamo già evidenziato, con l’intervento del collega Gaetano Macrì di Ance, il tema della mobilità territoriale e di un territorio in bilico tra degrado e isolamento. Questi atti sono strettamente collegati a questo vitale tema della carenza di ripresa economica del territorio. Un coordinamento tra Enti ed Istituzioni – afferma Rocco Colacchio – si rende ormai quanto mai urgente per definire piani di investimenti e di messa in campo di ogni risorsa utile a far risollevare i redditi dei cittadini ed il lavoro delle imprese». 

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E ancora «il perdurare dell’asfissia economica che ha generato negli ultimi anni il fallimento e la chiusura di decine di attività economiche non può essere ancora tollerato. Dobbiamo effettuare uno sforzo comune e sinergico per dare vita ad una nuova stagione di investimenti pubblici per ridare fiducia a quelli privati. Dobbiamo sovvertire il clima di sfiducia e di rassegnazione che attanaglia ogni imprenditore, professionista o organizzazione sociale, e che mina la credibilità di Enti ed Istituzioni». 

Per Colacchio «siamo, probabilmente, nella fase più delicata mai vissuta da questa nostra comunità che accusa, colpo su colpo, il peso enorme della lontananza e dell’emarginazione dai processi di sviluppo che, seppure ancora timidamente, si sono già innescati in altri territori. Investimenti e vitalità del territorio – prosegue il presidente degli industriali vibonesi – passano attraverso un’azione politica ed amministrativa concreta ed efficace. Non si può attendere e non si possono accettare oltre, annunci e proclami non seguiti da atti concreti. La spesa di fondi comunitari, gli investimenti, i piani di sviluppo rimangono spesso argomenti da convegnistica, enunciati e mai concretizzati che stentano a dare anche i minimi frutti. Alle risorse generate dal turismo, settore peraltro sempre più in declino, occorre affiancare un massiccio piano strategico di riavvio della spesa in infrastrutture materiali ed immateriali, per colmare divari enormi e ridare spazio alle iniziative private, rimuovendo vincoli e pastoie che stanno ulteriormente indebolendo il tessuto economico superstite. Se vogliamo porre un freno alla criminalità, occorre definitivamente scrollarsi da dosso apatia e indolenza per cogliere ogni possibilità, anche minima e remota, tesa a dare inizio ad una nuova fase di coesione sociale e politica capace di attuare azioni condivise di rigenerazione economica». 

Sull’ultimo episodio vi è da registrare anche la «ferma presa di posizione dei vertici della Camera di Commercio di Vibo Valentia che, di fronte alla recrudescenza della violenza criminale che sta interessando il territorio, esprime «vicinanza e solidarietà alle due imprese oggetto delle intimidazioni così come a tutto il sistema produttivo locale, nonché a Confindustria Vibo Valentia coinvolta in un inaccettabile clima di tensione, manifestando forte indignazione e preoccupazione di fronte a questi gesti vili e riprovevoli messi in atto in spregio al rispetto delle basilari regole di democrazia e civile convivenza, della libera intrapresa, del diritto al lavoro, della possibilità di crescita economica e sociale del territorio». 

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Per il presidente della Camera di commercio, Michele Lico, si tratta di «un gesto grave anche perché coinvolge un’associazione di categoria che è espressione di rappresentatività di categorie economiche, di lavoratori, operando a tutela dei loro interessi e di quello dell’intera comunità. Un tentativo odioso di generare paura, di soggiogare, a cui l’unica risposta responsabile è l’unione tra cittadini-imprese e istituzioni, il coraggio di denunciare, la fiducia e l’incoraggiamento alla meritoria opera della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, impegnate, con risultati importanti, nella lotta alle mafie e a ogni forma di criminalità, di violenza e di illegalità. Il nostro messaggio vuole pertanto vuole essere di fattivo sostegno e incoraggiamento: noi siamo accanto a Voi, siamo accanto a tutto il sistema imprenditoriale locale, per riaccendere fiducia, ottimismo e coraggio verso un cambiamento possibile in termini di etica e trasparenza, sicurezza, benessere, competitività».