Incidenti mortali sull’autostrada: salta a Vibo l’udienza preliminare

Difetti di notifica agli indagati ed ai loro difensori fanno slittare al prossimo anno l’esame della richiesta di rinvio a giudizio del pm davanti al gup. Cinque i morti 

Difetti di notifica agli indagati ed ai loro difensori fanno slittare al prossimo anno l’esame della richiesta di rinvio a giudizio del pm davanti al gup. Cinque i morti 

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Slitta al prossimo anno l’udienza preliminare del procedimento penale relativo all’inchiesta su due terribili incidenti mortali avvenuti lungo l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nel tratto vibonese vicino allo svincolo di Mileto, verificatisi la notte del 23 novembre 2015 e poi la notte del 1 marzo del 2016. Nei due incidenti hanno perso la vita Domenico Napoli, 19enne di Cinquefrondi (sinistro del novembre 2015), e  Fortunato Calderazzo (22 anni), Marzio Canerossi (22), Giuseppe Speranza (24) e Francesco Carrozza (22) tutti di Gioia Tauro, nel secondo sinistro stradale del marzo 2016. 

Gli ennesimi difetti di notifica alle parti del decreto di fissazione dell’udienza preliminare ha fatto oggi slittare l’esame della richiesta del pm Benedetta Callea che ha avanzato al gup una richiesta di rinvio a giudizio per 13 indagati fra funzionari Anas, imprenditori e un camionista.

Si tornerà in aula l’8 febbraio 2018, ad oltre un anno dalla richiesta di rinvio a giudizio ed a due anni dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari. In tale data discuteranno tutti i difensori degli indagati. 

La richiesta di rinvio a giudizio interessa: Fulvio De Paolis (85 anni, di Perugia), Arnaldo Tessieri (83 anni, di Fiesole) e Bernardino Cipolloni (87 anni, di Roma), dirigenti Anas, collaudatori del tratto autostradale interessato; Giovanni Fiordaliso (classe ’78, di Reggio Calabria), dirigente Anas e direttore del centro manutenzione; Consolato Cutrupi (46 anni, di Reggio Calabria), dirigente Anas e Responsabile unico del procedimento; Mohammad Ali Sangelaji (78 anni, di Roma) legale rappresentante pro tempore della Società Italiana per condotte d’acqua Spa, impresa esecutrice dei lavori di ammodernamento; Sergio Lagrotteria (50 anni, Catanzaro) direttore dei lavori per conto di Condotte d’acqua Spa; Giovanni Fiordaliso (classe ’70, di Reggio Calabria), dirigente Anas e direttore dei lavori del lotto di ammodernamento in questione compreso tra lo svincolo di Serre e quello di Mileto. 

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Agli stessi la Procura contesta anche la violazione delle norme sulla disciplina della sicurezza stradale. Per Franco Forni (62 anni, di Napoli), Salvatore Scoppetta (62 anni, di Roma)Antonio Grimaldi (72 anni, di Roma) e Salvatore Esposito (57 anni, di Roma), progettisti del tunnel artificiale (per conto della società “Progin Spa” di Roma), l’accusa ipotizzata riguarda «la mancata predisposizione di adeguati sistemi e dispositivi di ritenuta idonei a contenere i veicoli che fuoriuscivano dalla sede stradale e di protezione dello spigolo/montante destro del portale rettangolare dell’imbocco della stessa, da intendersi quale ostacolo fisso laterale pericoloso». 

Tra gli indagati c’è anche Antonio Capomolla, 50 anni, di Soriano Calabro, l’autista del tir che investì la Fiat 500L con a bordo i quattro ragazzi di Gioia Tauro vittime dell’incidente del 1° marzo 2016. 

Nel collegio di difesa gli avvocati Rosa Giorno, Anselmo Torchia, Silvia Liviabella, Antonio Voce, Antonio Managò, Marco Gemelli, Antonio De Nuccio, Giovanni Grotteria, Gaetano Servello e Alfonso Stile, mentre le famiglie delle vittime sono rappresentate dagli avvocati Guido Contestabile, Girolamo La Rosa, Sarino Melissei e Antonio Tommaselli.