Aterp Vibo: fondi Gescal, Guardia di finanza sequestra beni per 800mila euro (NOMI/VIDEO)

Si ipotizza la truffa aggravata in concorso. Sequestrata la sede dell'Aterp, diversi gli indagati. L'inchiesta coordinata dalla Procura. Indagato anche il vice presidente del Consiglio regionale Pino Gentile

Si ipotizza la truffa aggravata in concorso. Sequestrata la sede dell'Aterp, diversi gli indagati. L'inchiesta coordinata dalla Procura. Indagato anche il vice presidente del Consiglio regionale Pino Gentile

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Sequestro per 798.026,69 euro disposto dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, nell’ambito di un’inchiesta sulla sede dell’Aterp di Vibo Valentia. I beni sequestrati appartengono a sei indagati. L’inchiesta ruota intorno all’utilizzo dei fondi Gescal e riguarda l’acquisto del palazzo dell’Aterp in via Machiavelli a Vibo. Vengono, a vario titolo, ipotizzati i reati di truffa, abuso d’ufficio in concorso e turbativa d’asta. 

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Le indagini sono condotte dalla Guardia di Finanza. Questi gli indagati: Giuseppe Gentile, 73 anni, di Cosenza, ex assessore regionale, attuale consigliere regionale di Ncd e vice presidente del Consiglio regionale; l’ex commissario dell’Aterp di Vibo Valentia, Tonino Daffinà, 56 anni, di Vibo; il proprietario dell’immobile Nazzareno Guastalegname, 67 anniimprenditore di Stefanaconi; Giuseppe Maria Romano, 68 anni, di Tropea, ex direttore generale dell’Aterp;  Michele Montagnese, 72 anni, di Vibo; Antonino Stagno, di San Calogero, imprenditore di 46 anni, socio di Guastalegname nell’acquisto del palazzo poi divenuto sede dell’Aterp; Emilio Minasi, 64 anni, di Cosenza; Luciano De Pascali, 59 anni, di Vibo; Giuseppe Raffele, 49 anni, di Serra San Bruno, ex direttore tecnico dell’Aterp (indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta); Domenico Pallaria, 58 anni, di Curinga, direttore generale della Regione Calabria; Antonio Capristo, 58 anni, di Rossano; Nicola Barbuto, 70 anni, di Vibo (ex revisore dei conti dell’Aterp); Serafino Fiamingo, 41 anni, di Zungri; Giuseppe Pepe, 71 anni, di Vibo (ex revisore dei conti dell’Aterp); Nicola Bosco, 76 anni, di Vibo (ex revisore dei conti dell’Aterp); Vito Caglioti, 76 anni, di Soriano Calabro (ex revisore dei conti dell’Aterp). 

L’inchiesta è stata avviata nel 2015 quando la Guardia di finanza – oltre alla documentazione relativa a 32 assunzioni con contratti a progetto – aveva acquisito tutta la documentazione relativa all’acquisto, per la somma di 2 milioni e 800mila euro, della sede in cui sono ubicati gli uffici dell’Aterp. L’edificio era stato acquistato dall’Aterp guidata da Antonino Daffinà (in quota Forza Italia) quando già si sarebbe avuta piena consapevolezza, ad avviso degli investigatori, che la legge regionale numero 24 del 2013 avrebbe di lì a poco soppresso l’Aterp di Vibo Valentia ed accorpato tutte le Aterp provinciali in un’unica azienda regionale. I soldi utilizzati per comprare la nuova sede dell’Aterp di Vibo provengono dal fondo ex Gescal (Gestione case per i lavoratori) che doveva invece servire a ben altri scopi. 

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