In “trasferta” da Nicotera a Gerocarne con una pistola, Cassazione annulla con rinvio

La Suprema Corte rinvia al Tribunale del Riesame per il sequestro di una somma di denaro di 30mila euro a Campisi e sulle esigenze cautelari per Muzzopappa
La Suprema Corte rinvia al Tribunale del Riesame per il sequestro di una somma di denaro di 30mila euro a Campisi e sulle esigenze cautelari per Muzzopappa
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La Corte di Cassazione
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Antonio Campisi

Annullamento da parte della Cassazione e rinvio ad una diversa sezione del Tribunale del Riesame di Catanzaro per Giuseppe Muzzupappa, 36 anni, e per il cugino Antonio Campisi, 29 anni, entrambi di Nicotera Marina. La Suprema Corte ha infatti accolto i ricorsi presentati dall’avvocato Giovanni Vecchio.  
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere era stata emessa dal gip distrettuale su richiesta della Dda di Catanzaro nel gennaio scorso. Tentato omicidio e detenzione illegale di armi le accuse, aggravate dalle finalità mafiose. I due giovani nel novembre dello scorso anno eranostati sorpresi mentre da un’abitazione di Gerocarne lanciavano nel fiume una pistola con matricola abrasa calibro 7.65, con relativo munizionamento e colpo in canna. Sequestrati poi un giubbotto antiproiettile, un passamontagna e la somma contante di oltre 30.000 euro. Campisi era stato trovato anche in possesso di un documento falso. L’inchiesta era quindi passata dalla Procura di Vibo Valentia alla Dda di Catanzaro.

L’annullamento per Antonio Campisi riguarda il sequestro della somma di 30mila euro, già oggetto di restituzione da parte del Riesame di Vibo Valentia e risequestrate dalla Dda di Catanzaro nelle more della definizione del procedimento cautelare reale e nelle more della richiesta degli atti alla Procura di Vibo ai fini della contestazione dell’aggravante mafiosa nei reati. La difesa ha fatto presente alla Cassazione che la legge non consente la moltiplicazione dei titoli cautelari relativamente al medesimo oggetto ed all’interno del medesimo procedimento così da avere più decreti di sequestro in contemporanea. Altresì è stata sottolineata l’assenza di correlazione fra la somma di denaro sequestrata e la finalizzazione detta somma alla commissione di altri reati quali l’acquisto di armi tanto più per vendicare il padre – Domenico Campisi – morto in un agguato nel 2011 a Nicotera (territorio ben distante da Gerocarne).

Per quanto riguarda Giuseppe Muzzupappa, la Cassazione ha annullato sulle esigenze cautelari e la gravità indiziaria per l’aggravante mafiosa (agevolazione del clan Emanuele) sottolineando l’assenza di elementi dai quali ravvisare che Muzzopappa e Campisi si fossero portati nelle Preserre vibonesi per compiere un agguato ai danni di Alex e Walter Loielo per conto del clan Emanuele.

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