Operazione “Isola Scaligera”: Cassazione annulla associazione mafiosa per un vibonese

Sarà necessario un nuovo esame del Tribunale del Riesame di Venezia per un 43enne originario di San Calogero. Nell’inchiesta coinvolto anche l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi
Sarà necessario un nuovo esame del Tribunale del Riesame di Venezia per un 43enne originario di San Calogero. Nell’inchiesta coinvolto anche l’ex sindaco di Verona Flavio Tosi
Informazione pubblicitaria

La prima sezione della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio al Tribunale del Riesame di Venezia, l’ordinanza con cui era stata confermata la custodia cautelare in carcere di Francesco Vallone, 43 anni, di San Calogero (difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga) nell’ambito del procedimento denominato “Isola scaligera”.
L’operazione “Isola Scaligera” ha colpito un “locale” di ‘ndrangheta che svolgeva attività illecite nella provincia di Verona, riconducibile alla cosca degli “Arena-Nicoscia” di Isola Capo Rizzuto. Le indagini sono state condotte tra il 2017 e il 2018 dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalle Squadre Mobili di Verona e Venezia e hanno richiesto l’impiego di oltre 200 uomini delle forze dell’ordine per eseguire un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di 26 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, riciclaggio, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti, truffa, corruzione e turbata libertà degli incanti. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo di un patrimonio immobiliare, aziendale e finanziario, per un valore complessivo di circa 15 milioni di euro.

L’esecuzione dell’ordinanza ha destato particolare scalpore nella città scaligera – con un seguito di dichiarazioni da parte dei più autorevoli esponenti istituzionali – sia perché si è accertata una diffusa infiltrazione mafiosa a Verona, sia perché tra gli indagati (accusato di peculato) figura anche Flavio Tosi, già sindaco della città ed esponente politico di rilievo nazionale. Quanto a Francesco Vallone, imprenditore molto affermato nel veronese e soggetto originario del Vibonese (San Calogero), lo si ritiene un organizzatore del sodalizio mafioso, direttamente collegato alla cosca Mancuso di Limbadi, dunque una delle figure apicali del sodalizio. La Suprema Corte, tuttavia, recependo le doglianze difensive (ricorso discusso ieri dall’avvocato Giovanni Vecchio) ha disposto un nuovo giudizio da parte dei giudici del Riesame, i quali saranno chiamati nuovamente a confrontarsi con le problematiche giuridiche sottese ai diversi rapporti tra imprenditore e associazione mafiosa.