Carattere

Esponenti del clan di Fabrizia avrebbero esportato l’organizzazione mafiosa anche in Svizzera

Cronaca

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha confermato le condanne inflitte in primo grado dal gup distrettuale a carico di Antonio Nesci, 68 anni, di Fabrizia, e Raffaele Albanese, 73 anni, pure lui di Fabrizia, procedendo tuttavia a una cospicua riduzione di pena, che è scesa da 14 a 10 anni per Nesci e da 12 a 8 anni per Albanese. In  particolare,  le  diminuzioni  di  pena  derivano  dall’esclusione  di  due  circostanze aggravanti che erano state in precedenza ritenute sussistenti e, precisamente, quella della transnazionalità dell’organizzazione e quella del carattere armato  dell’associazione mafiosa.

Trova  dunque  conferma  il  costrutto  accusatorio che aveva ritenuto sussistente, nel territorio  svizzero, una struttura di ‘ndrangheta, costituente una diramazione del “locale” di Fabrizia e posto alle dipendenze del “Crimine” di Rosarno.

In particolare, le indagini condotte dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria (pm Nicola  Gratteri  e Antonio  De  Bernardo) avevano svelato una serie di articolazioni straniere della  ‘ndrangheta calabrese in Svizzera e Germania. A sostegno della tesi investigativa sono stati  prodotti dei filmati in cui venivano captate delle riunioni mafiose in un circolo bocciofilo sito nella cittadina svizzera di Frauenfeld che hanno destato scalpore nella comunità elvetica.

Raffaele Albanese era accusato di aver fatto parte della ‘ndrangheta con la carica di “capo società” - avendo ricoperto anche quella di "mastro di buon ordine"- di un’articolazione svizzera della criminalità organizzata calabrese e, segnatamente, della società di Frauenfeld dipendente dalla "casa madre" del "locale di Fabrizia" a sua volta subordinato alla ‘ndrangheta di Rosarno e quindi al “Crimine” reggino.

A capo del locale di Frauenfeld ci sarebbe stato invece Antonio Nesci.

Impegnati nel collegio difensivo l’avvocato Emanuele Genovese per Nesci e l’avvocato Giovanni Vecchio per Albanese.

L’operazione “Helvetia” ha fatto luce sulla presenza di alcuni esponenti della ‘ndrangheta in Svizzera, fornendo una sostanziale conferma dell’esportazione del modello ‘ndranghetistico in Svizzera e in Germania, ove l’organizzazione criminale è stata “clonata” realizzando strutture analoghe a quelle tradizionalmente tipiche del territorio calabrese e con evidenti stretti legami di dipendenza con l’organismo di vertice in Calabria.

Le indagini sono state avviate nel gennaio 2012 ed hanno consentito di individuare un contesto di ‘ndrangheta con appartenenti alla “Società di Singen” e di accertare l’esistenza di altri“locali” omologhi nelle città di Rielasingen, Ravensburg ed Engen e di approfondire il rapporto che lega tali strutture mafiose all’organismo di ‘ndrangheta denominato “Provincia”, attivo nel Reggino ed in parte del Vibonese. Le strutture mafiose individuate a Fabrizia, in Svizzera ed in Germania farebbero capo alle “famiglie” Nesci e Primerano.

Seguici su Facebook