Intimidazione allo Sciabache di Zambrone, Macrì: «Le Istituzioni aiutino gli imprenditori onesti» (VIDEO)

Dopo il ritrovamento di una bottiglia con benzina e accendino davanti alla sua struttura turistica, parla il presidente di Ance Vibo Valentia: «Episodi come questo turbano la serenità di chi vuole lavorare in questo territorio»

Dopo il ritrovamento di una bottiglia con benzina e accendino davanti alla sua struttura turistica, parla il presidente di Ance Vibo Valentia: «Episodi come questo turbano la serenità di chi vuole lavorare in questo territorio»

Macrì indica il luogo del ritrovamento
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«Il messaggio è abbastanza esplicito: una bottiglia con benzina e un accendino incerottato attorno. Lo abbiamo scoperto grazie a una ragazza che viene a dare da mangiare ai gatti che ci fanno compagnia nel villaggio e che tempestivamente mi ha informato. Io, a mia volta, ho provveduto a sporgere denuncia ai carabinieri di Tropea».

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Amareggiato, avvilito. Ma non spaventato. Anzi. Quella bottiglia con sopra scritto “boom” a pennarello lasciata davanti al suo villaggio turistico alla marina di Zambrone, non scoraggia Gaetano Macrì, presidente provinciale di Ance Vibo Valentia, la costola di Confindustria che riunisce gli imprenditori edili, e proprietario di uno dei residence più rinomati di questo frequentato tratto della costa vibonese.

È stato direttamente lui a dare la notizia ai suoi dipendenti, postando sul gruppo Whatsapp aziendale l’articolo de “Il Vibonese” che ha riportato i fatti avvenuti la notte tra venerdì e sabato scorsi. A loro ha scritto di non lasciarsi intimorire, di respingere con forza ogni tentativo di turbarli. Di fare “squadra”, di difendere la struttura e il diritto a lavorare serenamente. «Carissimi – li ha esortati -, in questa terra la lealtà e il lavoro non ripaga, grazie a Dio che ancora oggi ci sono persone che amano giocare come se fossero bambini, ma come dico a mio figlio il “bel gioco dura poco” e fai attenzione “che prima o dopo ti farai male”. Sono sicuro che tutti voi ad apprendere questa notizia rimarrete male, vi chiedo di bocciare e di non accettare costoro che tentano di rendere il villaggio un’isola illegale e alla mercé di tutti, e come messaggio personale scegliete la strada del bene in quanto quella del male vi porterà solo che del male».

Villaggio storico di Zambrone, lo Sciabache. Più di trent’anni di attività sempre sotto la medesima gestione. Quasi 50 lavoratori per oltre sei mesi l’anno. Oltre 400mila euro di stipendi pagati a stagione. «Chi pensa d’intimidirci ha sbagliato indirizzo – chiarisce Macrì – e non capisce soprattutto che non fa un danno a me o alla struttura, che peraltro è assicurata, ma fa un danno all’economia sana di questo territorio, alle famiglie che di questo lavoro vivono».

Mai un avvertimento in questi anni, aggiunge il presidente degli edili vibonesi; solo fornitori iscritti alla “white list” prefettizia; porte aperte a chi non può permettersi di pagare la piscina o altri servizi; l’incasso di Ferragosto devoluto in beneficenza. Anche per questi motivi l’amarezza di Macrì è più grande: «questi soggetti più che altro danno fastidio e portano problemi alla serenità che deve aver un imprenditore per gestire nel modo migliore la propria azienda».

Si sentono soli gli imprenditori come Macrì? «Le Istituzioni devono stare più attente a quello che succede nel territorio – la risposta -. Isolare questi casi in maniera seria. Non dare spazio per allargarsi a questa gente, perché il male porta solo altro male. L’albero secco va tagliato dalla base. Le Istituzioni ci devono aiutare perché se si riesce a fare rete e stare vicini forse qualcosa la possiamo ottenere».

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