Briatico: politica e malavita seduti insieme allo stesso tavolo

Processo Costa pulita a Vibo: l’incontro in hotel fra Antonino Accorinti, consiglieri comunali ed assessori

Processo Costa pulita a Vibo: l’incontro in hotel fra Antonino Accorinti, consiglieri comunali ed assessori

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E’ stata oggi la volta del capitano Marco Califano, già alla guida del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Vibo Valentia dal gennaio 2013 al settembre 2015, nel processo “Costa pulita” che si sta celebrando dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia e che vede sul banco degli imputati i presunti appartenenti ai clan Accorinti-Bonavita-Melluso di Briatico, Il Grande di Parghelia e Mancuso di Limbadi e Nicotera. 

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Un teste importante quello odierno, fra i principali investigatori dell’inchiesta insieme al tenente colonnello Vittorio Carrara, entrambi autori di una poderosa informativa di reato posta alla base dell’impalcatura accusatoria sostenuta in aula dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci. E proprio rispondendo alle domande del pubblico ministero, il teste ha ricordato in aula sia i cori di vittoria ed i festeggiamenti plateali per le strade nel 2010 di diversi esponenti del clan Accorinti: “Abbiamo vinto, i padroni di Briatico siamo noi…” all’indomani dell’elezione a sindaco di Briatico Francesco Prestia (amministrazione poi sciolta per infiltrazioni mafiose), sia la vicenda nell’agosto del 2010 del concerto del rapper J.Ax. In tale occasione alcune transenne abusive, ha spiegato il capitano, erano state posizionate per far pagare 5 euro agli spettatori da parte di Antonio Accorinti, quando il concerto doveva invece essere gratuito. 

L’incontro in hotel. A dimostrazione della vicinanza fra alcuni politici locali e la ‘ndrangheta di Briatico, il capitano Califano ha quindi ricostruito un episodio specifico. Siamo ad ottobre del 2010 ed i carabinieri già da tempo avevano raccolto elementi in base ai quali l’allora assessore ai Lavori pubblici ed all’Urbanistica del Comune di Briatico, Domenico Marzano (avvocato del Foro di Vibo ed imputato del processo) si sarebbe “occupato degli spostamenti di Antonino Accorinti”, il presunto boss dell’omonimo clan all’epoca sorvegliato speciale e quindi impossibilitato a guidare per la revoca della patente. 

Attraverso alcuni pedinamenti, gli investigatori il 9 ottobre del 2010 arrivano sino all’hotel Marzano, sito a Briatico e di proprietà della famiglia dell’assessore e dove Antonino Accorinti dal 2009 al giugno 2011 era stato assunto come portiere divenendo quindi un dipendente dei Marzano.

Allo stesso tavolo, in una stanza dell’hotel intenti a discutere i carabinieri riescono a fotografare Antonino Accorinti, Fausto Melluso (marito dell’allora assessore comunale alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione Milena Grillo), Giuseppe Garrì, Francesco Malerba, l’assessore Domenico Marzano, Claudia Barbuto (moglie di Marzano), l’allora assessore allo Sport Gennaro Melluso ed il consigliere comunale di maggioranza Sergio Bagnato. Un incontro documentato dai carabinieri attraverso diverse fotografie che vedono attorno all’allora sorvegliato speciale, Antonino Accorinti (per il quale il pm ha già chiesto 20 anni di reclusione nel troncone del processo che si sta celebrando con rito abbreviato), personaggi come Gennaro Melluso (oggi imputato nel processo) alle cui nozze il presunto boss di Briatico ha fatto da testimone e che – come ricordato nella precedente udienza dal colonnello Carrara – ha la cognata sposata con il boss di Ariola e Sorianello, Bruno Emanuele. 

Ma anche personaggi come Fausto Melluso – già lavoratore del villaggio Green Garden poi sequestrato nell’ambito dell’operazione “Costa pulita” in quanto ritenuto riconducibile agli Accorinti ed ai Bonavita – e Sergio Bagnato. Per quest’ultimo il pm ha già chiesto la condanna a 2 anni nel processo con rito abbreviato, mentre fra le persone presenti all’incontro del 2010 in hotel, Claudia Barbuto si trova attualmente sotto processo (con rito ordinario) con l’accusa di intestazione fittizia di beni in quanto ritenuta socia e prestanome dei presunti boss Antonino Accorinti e Pino Bonavita nella società di navigazione “Briatico Eolie srl”.   

Uno spaccato inquietante, dunque, sui rapporti mafia-politica a Briatico e che continuerà ad essere esplorato dal pm Annamaria Frustaci, attraverso l’aiuto del capitano Califano, nella prossima udienza fissata per il 15 gennaio prossimo. Il 10 gennaio, invece, ancora di scena il colonnello Vittorio Carrara. 

Per i nomi di tutti gli imputati del processo LEGGI QUI: ‘Ndrangheta: processo “Costa pulita” a Vibo, aperto il dibattimento

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