‘Ndrangheta: operazione “Conquista”, lascia il carcere Onofrio Barbieri

Passa agli arresti domiciliari il 38enne di Sant’Onofrio accusato di aver preso parte a due omicidi

Passa agli arresti domiciliari il 38enne di Sant’Onofrio accusato di aver preso parte a due omicidi

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Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Onofrio Barbieri, 38 anni, di Sant’Onofrio, coinvolto nell’operazione antimafia denominata “Conquista” contro il clan Bonavota. E’ quanto deciso dal Tribunale del Riesame di Catanzaro in accoglimento di un’istanza presentata dagli avvocati Sergio Rotundo e Salvatore Staiano. Onofrio Barbieri è accusato di aver preso parte agli omicidi di Domenico Di Leo, alias “Micu Catalanu”, ucciso a Sant’Onofrio in via Tre Croci il 12 luglio 2014, e Raffaele Cracolici, alias “Lele Palermo”, ucciso il 4 maggio 2004 a colpi di arma da fuoco a Pizzo Calabro.

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Onofrio Barbieri ha potuto pertanto fare rientro nella sua abitazione di Vena Superiore in regime di arresti domiciliari. 

Domenico Di Leo, detto “Micu i Catalanu”, era ritenuto dagli inquirenti un componente dello stesso clan Bonavota con il ruolo di “braccio armato”. Entrato in contrasto con i figli del defunto boss Vincenzo Bonavota, è stato attinto da diversi colpi d’arma (Kalashnikov e fucile a pompa), tanto che sul posto sono stati rinvenuti i bossoli di oltre 45 colpi.

Raffaele Cracolici, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stato eliminato dal clan Bonavota per sgomberare il campo da uno scomodo rivale sull’area industriale di Maierato. 

L’operazione “Conquista” è scattata nel gennaio dello scorso anno. 

 

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