mercoledì,Aprile 21 2021

Omicidio Chindamo, la Cassazione respinge il ricorso sulla scarcerazione di Ascone

Per i giudici di legittimità il Tribunale del riesame di Catanzaro ha agito correttamente disponendo il rilascio dell’uomo per difetto di gravità indiziaria

Omicidio Chindamo, la Cassazione respinge il ricorso sulla scarcerazione di Ascone
Salvatore Ascone

La Suprema Corte di Cassazione, Prima sezione penale, ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Catanzaro proposto avverso l’ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva disposto l’immediata scarcerazione di Salvatore Ascone, difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Salvatore Staiano, per difetto di gravità indiziaria. Ascone era stato tratto in arresto su richiesta della Procura di Vibo Valentia in relazione alla scomparsa e all’omicidio di Maria Chindamo, ma nei mesi scorsi il fascicolo era stato trasmesso per competenza alla Procura distrettuale antimafia di Catanzaro che ha dunque impugnato il provvedimento di scarcerazione.

Nell’udienza tenutasi ieri, gli avvocati Sabatino e Staiano hanno reclamato l’inammissibilità del ricorso rilevando che le doglianze della Procura in alcun modo potessero intaccare la ricostruzione offerta dal Tribunale del riesame che aveva escluso qualsivoglia coinvolgimento di Ascone nella vicenda; argomentazioni accolte in pieno dal supremo collegio che ha dichiarato inammissibile l’impugnazione. Questa decisione sopraggiunge a quella del Tribunale per i minorenni di Catanzaro che di recente ha disposto altresì l’archiviazione per Rocco Ascone, figlio di Salvatore Ascone, anche lui originariamente indagato nella medesima vicenda.

Gli avvocati Sabatino e Staiano hanno commentato: «prendiamo atto della decisione del supremo collegio senza alcuna sorpresa in ragione della correttezza dell’operato del Tribunale del riesame e dell’assoluta estraneità ai fatti del nostro assistito che ha sempre rivendicato la sua innocenza».

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