Mileto, l’allarme dell’architetto Gangemi: «Pochi giorni e l’ex Seminario andrà perso»

Il settecentesco edificio da anni lasciato in un colpevole stato di abbandono e degrado. Per l’esperto il suo destino è già segnato: «Qualche altra copiosa pioggia e potremo dire addio allo storico palazzo» 

Il settecentesco edificio da anni lasciato in un colpevole stato di abbandono e degrado. Per l’esperto il suo destino è già segnato: «Qualche altra copiosa pioggia e potremo dire addio allo storico palazzo» 

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L'ex Seminario vescovile di Mileto
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Nel silenzio “assordante” delle istituzioni preposte, si aggrava sempre di più lo stato di degrado del “Palazzo della vergona”. Il settecentesco ex Seminario vescovile, da decenni risulta colpevolmente e pericolosamente abbandonato a se stesso sulla via Duomo, rappresentando, suo malgrado, il poco edificante biglietto da visita per chi, a vario titolo, giunge nella cittadina normanna. Oggi, a lanciare l’ennesimo allarme è l’architetto Francesco Gangemi, tra l’altro nel 2001 progettista del Piano di recupero del centro storico

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«Ancora pochi giorni – chiosa il dottore in ricerca e conservazione dei Beni architettonici e ambientali – e lo storico palazzo si potrà considerare perso, il “misfatto”, più o meno scientemente orchestrato, definitivamente compiuto. Basteranno pochi giorni di copiose piogge, infatti, per far sì che anche quel che resta dell’originale facciata, con tanto di prezioso portale al seguito, venga mestamente giù. Da oltre vent’anni viene denunciato lo stato di abbandono e le “stranezze” (fortuiti abbattimenti e incendi di dubbia origine) che a cadenza periodica coinvolgono la struttura. Nel frattempo, diversi sindaci e commissari prefettizi si sono succeduti alla guida del Comune e nulla è cambiato». 

Quindi aggiunge: «Questo nonostante i motivi per imporre al proprietario di mettere in sicurezza e preservare il bene architettonico ci siano tutti, non ultime le ordinanze dei Vigili del fuoco e il fatto che esso rappresenta un perenne stato di pericolo per chi attraversa la zona, visto che ricade nei pressi della Villa comunale e della Scuola media e nell’area in cui si svolge il partecipato mercato settimanale. Spiace constatare che dove non sono riusciti i grandi terremoti e il lento scorrere del tempo, sta purtroppo facendo centro la colpevole negligenza dell’uomo». Il crollo definitivo del Palazzo rappresenterebbe anche una grave perdita per la comunità scientifica internazionale, che da tempo ne studia le tecniche costruttive e le attività propedeutiche agli interventi di recupero, restauro e riqualificazione

Nel 2013, in particolare, un test in laboratorio realizzato dall’Unical e dall’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr-Ivalsa) di San Michele all’Adige, in provincia di Trento, ne ha messo in evidenza le eccellenti caratteristiche di resistenza agli eventi sismici. Esso, nello specifico, è ritenuto figlio di quella prima sperimentazione antisismica di fine 700, di sconvolgente modernità e qualità ancora oggi. In qualsiasi altro luogo tutto ciò basterebbe e avanzerebbe a scongiurarne l’annunciata “morte”. A Mileto evidentemente no.  

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