Dieci cuccioli ancora in allattamento sono stati abbandonati e ora hanno bisogno di assistenza costante. A denunciarlo è una nota dell’Associazione Argo che parla della «miseria umana di chi continua a considerare la vita come un peso di cui liberarsi» e definisce l’abbandono «un gesto vile, ignobile, che condannerebbe queste creature indifese senza l’intervento di chi ogni giorno cerca di rimediare all’inciviltà altrui».

La scelta contestata del box sanitario

Ma, secondo il comunicato, dopo l’abbandono c’è un secondo elemento che desta preoccupazione: la decisione dell’Asp di collocare i piccoli in un box sanitario del canile di Vibo. Una soluzione che viene contestata perché non terrebbe conto delle necessità di animali ancora in allattamento: «Se l’abbandono rappresenta il primo dramma, desta ancora più preoccupazione la decisione dell’Asp di collocare i cuccioli in un box sanitario del canile. Una scelta che lascia spazio a molte domande: chi dovrebbe nutrire questi cuccioli ogni quattro ore, giorno e notte?».

«Un rifugio non è una struttura con assistenza continuativa»

Il punto, per chi ha diffuso l’appello, è la condizione specifica dei cuccioli. Non si tratta solo di trovare un posto in cui ricoverarli, ma di garantire loro una cura continua, fatta di attenzioni ripetute e interventi adeguati alla loro età. «Un rifugio non è una struttura con assistenza continuativa 24 ore su 24 dedicata ai neonati - continua la nota -. L’assistenza sanitaria non si limita alla somministrazione di terapie o al ricovero in un box: un cucciolo in allattamento ha bisogno di un’alimentazione corretta, controllo della temperatura corporea, stimolazione e monitoraggio».

Il rischio di soluzioni improvvisate

Nel comunicato viene sottolineato come, per animali così piccoli, anche un ritardo o una gestione non adeguata possano avere conseguenze gravi. «Un’alimentazione sbagliata o ritardata può mettere seriamente in pericolo la loro vita. Non si può affrontare un’emergenza così delicata con superficialità o con soluzioni improvvisate».

Da qui la critica al metodo con cui sarebbero state assunte le decisioni: «Siamo sempre alle solite: chi opera sul territorio conosce bene le necessità reali degli animali, ma troppo spesso le decisioni vengono prese senza confronto e senza considerare le conseguenze pratiche».

L’appello: «Qui non si parla di numeri»

«Chiediamo responsabilità, competenza e soprattutto buon senso. Perché qui non si parla di numeri, ma di vite fragili che meritano tutela vera». Nel frattempo, accanto alla denuncia, arriva anche una richiesta concreta: serve aiuto per seguire i dieci cuccioli in questa fase delicata. «Nel mentre abbiamo necessità di aiuto con loro».