L’Asp di Vibo Valentia è in prima linea per fare luce su quanto accaduto alla Family Baby School di Tropea, l’asilo privato frequentato da Alessio Pio, il bambino di un anno e tre mesi di Zungri deceduto nella serata di mercoledì 22 luglio all’ospedale di Catanzaro. Il piccolo vi era stato trasferito il giorno precedente dall’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, dove si trovava ricoverato dal 17 luglio, dopo il grave peggioramento delle sue condizioni.

Non sono ancora state accertate le cause della morte. Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un’infezione da Clostridium difficile, un batterio che si trasmette per via oro-fecale. Secondo una prima ricostruzione riferita dalla dirigente della scuola, il microrganismo potrebbe avere contaminato i fasciatoi utilizzati per il cambio dei bambini. Come possa essere arrivato all’interno dell’asilo è uno degli aspetti sui quali l’Asp sta cercando di fare luce, parallelamente alle indagini della Procura di Vibo Valentia, che ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia.

Una decina di bambini con disturbi gastrointestinali

Negli ultimi giorni una decina di bambini che frequentano la struttura ha accusato disturbi gastrointestinali. Per cinque di loro è stato necessario il ricovero: tre sono stati successivamente dimessi, mentre un altro piccolo risulta ancora in ospedale. La direzione della Family Baby School ha sospeso temporaneamente le attività in via precauzionale, informando gli organismi sanitari e avviando interventi straordinari di pulizia, disinfezione e sanificazione degli ambienti.

Gli accertamenti dell’Asp

La direzione sanitaria e il Dipartimento di prevenzione sono i due settori dell’Azienda sanitaria provinciale impegnati nella ricostruzione di quanto avvenuto. «Stiamo ricostruendo i fatti - dice a Il Vibonese il commissario straordinario dell’Asp, Vittorio Sestito -. Non conosciamo ancora le cause del decesso avvenuto a Catanzaro e stiamo raccogliendo tutta la documentazione disponibile».

«Per prima cosa abbiamo contattato le famiglie di tutti gli alunni della scuola di Tropea e, al momento, non emergono situazioni di particolare criticità. Siamo in una fase istruttoria perché mancano ancora certezze sulla causa della morte del bambino di Zungri. Stiamo lavorando per ricostruire tutti i passaggi di questa vicenda».

Il commissario invita dunque alla prudenza, in attesa degli accertamenti sanitari e dell’esame autoptico: «Esprimiamo la massima vicinanza alla famiglia del piccolo deceduto, ma al momento non siamo in grado di giungere a conclusioni su quanto è successo. L’ipotesi del batterio di cui si parla è plausibile, ma deve essere riscontrata».